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cronaca

Tomasi: «Io in Regione? Grazie ma le cose vanno guadagnate»

«La politica cambia alla svelta. Il sindaco è il lavoro più bello»


15 giugno 2022 fabio Calamati


PISTOIA. Ha appena ottenuto un secondo mandato di cinque anni come sindaco di Pistoia, ma già c’è chi propone ad Alessandro Tomasi un altro lavoro: quello di candidato presidente della Regione, da contrapporre, nel 2025, a Eugenio Giani. Lo ha detto l’altro ieri il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, lo ha ripetuto il capogruppo in Regione Francesco Torselli, ieri importanti commentatori politici riprendevano il tema. «Ringrazio – risponde lui – però sto con i piedi per terra. Ho due regole: la prima è che le cose ci si conquistano con il lavoro; la seconda è che di questi tempi le stagioni politiche cambiano non ogni anno ma ogni tre mesi. Guardate i 5 Stelle: nel 2018 erano il primo partito italiano, oggi sono ridotti ai minimi termini. Comunque fare il sindaco è la cosa più bella che ci sia».

Insomma, se ne riparlerà al momento dovuto. Per ora Alessandro Tomasi si gode questa seconda, storica vittoria. Conquistare dopo 70 anni un Comune baluardo della sinistra, come Pistoia, è stata un’impresa. Ma confermarsi sindaco dopo cinque anni, oltretutto al primo turno, forse lo è ancora di più.

«Ho dormito poco – ammette Tomasi al telefono ieri pomeriggio – perché dopo le elezioni abbiamo fatto tardi».

Si è presentato in piazza quando è stato matematicamente certo di aver ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. Ma quando si è reso conto della vittoria?

«Dopo le prime 10-15 sezioni, è stata una sorpresa anche per noi vederci così avanti. Non era assolutamente un risultato scontato. Che fossimo competitivi sì, lo sapevamo. Ma essere davanti con questi dati...»

È stata una campagna elettorale porta a porta, molto combattuta anche dai vostri avversari.

«Abbiamo fatto oltre 35 incontri sul territorio, molti dibattiti. Anche i candidati delle liste si sono molto impegnati. Da parte nostra eravamo sereni di aver dato il massimo».

E il contatto con i cittadini in campagna elettorale, che sensazioni restituiva?

«Una sensazione buona. In tutti i posti dove sono andato mi vedevano per la terza o quarta volta, non è che mi sono fatto vedere solo per la campagna elettorale. E poi dappertutto abbiamo fatto cose concrete, e queste la gente ce l’ha riconosciuto sempre. Certo, poi c’erano quelli che ci rimproveravano per questa o quella cosa non fatta, ma sottolineavano anche le promesse mantenute».

La conquista di un secondo mandato, oltretutto con una vittoria al primo turno, implica anche un’importante responsabilità per i prossimi anni...

«Mah, la responsabilità la sentivo forte anche nel 2017. Comunque certo, parto dal lavoro fatto e so bene che ci sono ancora problemi da risolvere. Ma c’è anche tanto che abbiamo seminato in questi anni, cose su cui ora dovremo lavorare. Penso ai fondi dell’Europa, al completamento della riqualificazione di Bottegone, al riavvio del recupero dell’area ex Breda, per la quale ci siamo già incontrati con i tecnici della nuova proprietà».

Tutti attendono la nuova giunta: che tempi si possono prevedere?

Spero di fare rapidamente. D’altronde il nuovo consiglio sarà convocato entro venti giorni, quindi non c’è tempo da perdere».

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