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i nodi dell’accoglienza 

Don Biancalani: «Non mando via nessuno»

valentina vettori
Don Biancalani: «Non mando via nessuno»

«Dopo l’ordine di sgombero di Asl e Comune, siamo al lavoro per migliorare la struttura. Soluzioni alternative? Parliamone»

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«Interverremo per risolvere alcune delle problematiche segnalate nel verbale dell'Asl, ma io da Vicofaro, come prete e come uomo, non posso mandare via nessuno. E se il sindaco ha intenzione di procedere con uno sgombero, mi opporrò».

Don Massimo Biancalani, il parroco di Vicofaro che tra canonica e matroneo della chiesa accoglie circa 140 persone fuoriuscite dai progetti “ufficiali” di accoglienza per migranti, parla con tono tranquillo ma risoluto. Il sovraffollamento e i rischi di contagi per il covid rilevati dall'Asl nel corso della sua ultima visita, il 3 settembre? «Questi ragazzi sono molto più controllati qui, che se fossero in strada».

Ma facciamo un passo indietro. Una decina di giorni fa il parroco ha ricevuto una relazione dell’unità operativa igiene pubblica dell’Asl Toscana centro in cui si sottolinea la necessità di ricollocare, in tempi brevi, i migranti in altre strutture, per ridurre il sovraffollamento, ripristinare una situazione igienico-sanitaria corretta e applicare le misure per il contenimento del contagio da Covid 19. Una relazione a cui, il 22 settembre, è seguita la comunicazione del sindaco Alessandro Tomasi che, in qualità di massima autorità sanitaria della città, chiede al parroco di intervenire per adempiere alle prescrizioni dell’Asl. In caso contrario, sarà il Comune che interverrà per farle rispettare.

E a Vicofaro, nel frattempo, cosa è successo? «Stiamo predisponendo una lettera di risposta all'Asl, e al sindaco – dice don Massimo Biancalani - sottolineando anzitutto le incongruenze dei tre verbali che l'azienda sanitaria ci ha consegnato nell'arco di venti giorni. In secondo luogo, stiamo mettendo a posto la struttura per ottemperare alle richieste di rimozione dei bagni chimici e di altre problematiche emerse. Ci lascino, quindi, il tempo di intervenire».

Però, per quanto riguarda la situazione di sovraffolamento «io da Vicofaro non allontano nessuno» sottolinea il parroco. «Se il sindaco ha delle proposte alternative – riprende a parlare don Massimo - noi siamo pronti ad ascoltarle. Anche se non penso, visto che nei mesi scorsi il Comune non ha mai preso parte a nessuno degli incontri portati avanti dal tavolo istituzionale voluto dal vescovo per trovare altre strutture dove spostare i migranti».

Secondo don Massimo, infatti, la situazione a Vicofaro, seppur complessa, è comunque sotto controllo. «Abbiamo delle equipé mediche che monitorano la salute di tutti noi. Medu (Medici per i diritti umani) di Firenze viene qui ogni 15 giorni e l'Ambulatorio solidale è presente una volta a settimana. E poi abbiamo due psichiatri, degli infermieri e una dottoressa che ci segue direttamente, senza contare i contatti costanti con il reparto di infettivologia del San Jacopo. Ne va anche della mia salute e di quella dei volontari che vengono qui, quindi figuriamoci se sottovalutiamo il pericolo. Di mandare via le persone, però, non se ne parla». —

valentina vettori

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