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cronaca

Giochi di guerra col softair nelle gallerie Smi di Campo Tizzoro

Organizzata dalla Dragon forze Sac di Agliana vedrà la partecipazione di almeno quindici squadre per oltre duecento partecipanti provenienti da tutta Italia


27 giugno 2014 di Elisa Valentini


SAN MARCELLO. Un laboratorio chimico sotto l’attacco dei terroristi ed una missione da compiere alla conquista del miglior punteggio. Sabato e domenica nelle gallerie Smi di Campo Tizzoro si svolgerà “Bioshock 3 – op. Reload”, la gara di softair organizzata dalla Dragon force Sac di Agliana.

Per i profani, il softair è un’attività ludico-sportiva basata su tattiche militari che prevede l’utilizzo di riproduzioni di armi da fuoco. Riconosciuto dal Coni nel 2013 , il softair è uno sport riconosciuto dal Coni ed è in grande diffusione: in Italia si contano più di 8mila associazioni affiliate alla Figt. La trasformazione di un museo, seppur anomalo come le gallerie Smi, in location per una competizione di softair è però una vera rarità. L’evento, cui si sono iscritte già 15 squadre, per un totale di circa 200 partecipanti da varie parti d’Italia, coinvolgerà anche i boschi e gli edifici circostanti, mentre i volontari della locale Proloco si caleranno nel ruolo di prigionieri ed infettati.

«L’idea del softair nei rifugi antiaerei nacque lo scorso anno – spiega Gianluca Iori, responsabile per la montagna di Irsa, soggetto proprietario e gestore del museo – quando allestimmo un poligono di tiro recuperando quello anni ’60. La Dragon force vide le foto e ci contattò per averli come location di gara. Si tratta di un’occasione per promuovere il museo, con un’attività che richiama la produzione di munizioni che si svolgeva alla Smi, e per portare movimento in paese». La gara si svolgerà in notturna, con inizio alle 20 del sabato 28 giugno e termine alle 8 della domenica 29 per un totale di 12 ore.

«La nostra associazione organizza ogni anno almeno un gara open – spiega Mauro De Angelis, presidente della Dragon Force – questa volta simuleremo una base militare (la Smi) sotto la quale si trova un laboratorio chimico (le gallerie) in cui si compiono esperimenti per nuove armi. Alcuni terroristi ne hanno bloccato le porte e i ricercatori sono infettati da un virus. Le squadre ospiti dovranno scendere nelle gallerie, aprire le porte inserendo un codice e investigare sul caso, sfuggendo al contatto con gli infettati, per poi conquistare una serie di obiettivi come liberare le persone chiuse dentro un autobus od un elicottero ricostruito nel bosco a grandezza naturale. Per organizzare la gara ci sono voluti 7 mesi di lavoro, ma è una grande soddisfazione».

«Il softair – chiarisce De Angelis - non è una simulazione di guerra. È uno sport che richiede tanta preparazione fisica: durante una gara si arrivano a percorrere 40 km e, chiusa la competizione, si finisce in abbracci e grigliate fra amici. Il nostro campo di allenamento si trova a Castel di Cireglio e abbiamo preso accordi per replicare per 3 volte la gara nel museo Smi di Campo Tizzoro. Vorremmo arrivare a coinvolgere nelle scenografie tutta la popolazione, come accaduto a Mondaino (Rimini) o a Villamassargia (Cagliari) dove la caserma dei carabinieri era un obiettivo militare ed il sindaco faceva da comparsa».

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