Il Tirreno

Pistoia

Addio ad Aldo Piras una vita per la scuola e l’insegnamento

di Tiziana Gori
Addio ad Aldo Piras una vita per la scuola e l’insegnamento

Docente di francese allo Scientifico e poi preside in vari istituti superiori, era in pensione dal 2010. Aveva 67 anni

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PISTOIA. Modi composti e affabili, umanità da vendere, un’intelligenza «ironica», come la definisce l’amata moglie Paola, che ha speso per la famiglia e la scuola. Ricordava a memoria,afferma Maria Teresa Bechi, vicepreside al Pacinotti, il nome di gran parte dei “suoi” studenti.

Con Aldo Piras se ne va un pezzo importante della storia scolastica pistoiese. Lo ricordano con affetto i colleghi del liceo scientifico Duca d’Aosta, in cui ha insegnato per molti anni francese, ricoprendo poi il ruolo di vicepreside negli anni ’90. Quelli del Capitini di Agliana, del comprensivo di San Marcello e dell’istituto professionale Pacinotti, dove ha concluso, nel 2010 la sua carriera professionale di dirigente scolastico.

Anche il giorno del congedoera stato speciale: avevano voluto lasciare la scuola insieme, lui e la moglie Paola Almanza, insegnante di matematica all’istituto tecnico “Filippo Pacini”. Un cerchio perfetto, loro che al liceo classico di Lanusei si erano conosciuti, iniziando insieme un percorso professionale e di vita. Dal matrimonio è nato un figlio, Fabrizio, che ora ha 36 anni, e che aveva reso Piras nonno felice di Vittorio, 17 mesi.

Ultimo di sette fratelli, Aldo Piras era nato a Lanusei il 10 giugno del 1945 da una famiglia di umili origini. Aveva studiato, laureandosi a Pisa in lingue e letterature straniere. Con la moglie Paola si sono trasferiti a Pistoia sul finire degli anni ’70. Piras è stato per molti anni insegnante di francese al liceo scientifico Duca d’Aosta, poi preside incaricato all’Itc Capitini di Agliana per due anni (2002 e 2003), fino a quando non ha vinto il concorso ed è diventato dirigente di ruolo. Dopo un anno in Puglia è tornato a Pistoia. Prima a San Marcello e poi all’istituto professionale Pacinotti.

«Ci ha mostrato- dice Maria Teresa Bechi - come si può lavorare felici di lavorare. Insieme a lui abbiamo promosso nelle scuole pistoiesi il progetto “Cerchiamo di comprenderli”, con lo psicologo Pino De Sario,che ha coinvolto un gruppo di 20 docenti. Teneva i contatti col territorio, anche di persona. Inforcava la sua bicicletta e andava in Comune, in Provincia, dovunque ci fosse da parlare di qualche problema o di un progetto».

«Era curioso dell’universo giovanile e - afferma Alessandro Galardini, insegnante in pensione del Capitini - presente nelle cose pratiche. Ricordo che si attivò con Cap e Copit per ottenere delle corse in più. Negli anni in cui cominciò a manifestarsi la crisi organizzò i corsi serali di recupero. Era formale, ma quel tipo di formalità di grande rispetto verso gli altri».

Di grande importanza anche la sua esperienza di sindacalista nella Gilda, negli anni ’90. «Si sentiva molto nel ruolo di educatore - commenta il figlio Fabrizio - e in genere riusciva a farsi voler bene anche dagli studenti indisciplinati».

Si è spento nella sua casa di via Attilio Frosini nella notte tra martedì e mercoledì, dopo essere stato colpito da un tumore alcuni mesi fa. I funerali si svolgeranno oggi alle 16 nella chiesa di San Paolo.

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