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Pisa

Mario Faccenda carica il Pisa

di Andrea Chiavacci
Mario Faccenda carica il Pisa

L’ex capitano dei tempi di Romeo: «Può succedere di tutto, lo sappiamo bene Bisogna battere la FeralpiSalò e a quel punto potremo di nuovo guardare in alto»

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PISA. Un’esultanza iconica per una giornata indimenticabile. Mario Faccenda alza il pugno ed esulta sotto la Curva Nord dopo aver segnato il secondo di testa al Torno il 15 maggio 1988. Un 2-0 che vale la salvezza in serie A e che a quasi 36 anni di distanza emoziona ancora Mario Faccenda, stopper nerazzurro dal 1986 al 1989, che nel giorno del compleanno del Pisa si è fatto fotografare, alla mostra del Pisa 1909 Football Museum, proprio accanto alla gigantografia che immortala quell’esultanza. Faccenda è rimasto tanti anni nel mondo del calcio come scouting, l’ultima esperienza al Modena fino allo scorso anno, e segue ancora con interesse le vicende del Pisa.

Faccenda, quella giornata resta il momento più bello dei suoi tre anni a Pisa?

«Insieme alla vittoria di Cremona all’ultima giornata che è valsa la serie nel 1987 è uno dei momenti più belli. Sono tanti i momenti belli che ho passato a Pisa. Porto sempre un grande ricordo del presidente Anconetani. Contro il Torino lo stadio era gremito fino all’inverosimile e con un entusiasmo che ci ha trascinato contro una squadra che si giocava chance di andare in Coppa Uefa. Noi eravamo una bella squadra e potevamo anche salvarci prima ma alla fine è stato più emozionante così. Sono contento che ogni tanto vengano organizzate giornate come quella del compleanno. È stato bello rivedere tanti compagni e indossare una delle maglie storiche».

Il Pisa di oggi dove può arrivare?

«Nonostante la brutta sconfitta di Brescia bisogna essere ottimisti. Non è mai facile quando si cambia molto come ha fatto il Pisa. A sei partite dalla fine la squadra si trova a metà strada ma con una classifica corta. In B può succedere di tutto, lo sappiamo bene. Ci sono tante squadre forti e attrezzate. Prima di tutto bisogna battere la FeralpiSalò, che non sarà facile, e in caso di vittoria si potrà di nuovo guardare in alto».

Contro la FeralpiSalò mancheranno però tre centrali in difesa, praticamente c’è da reinventare un reparto. Aumenta molto il grado di difficoltà?

«Sono convinto che Aquilani saprà come mettere in campo la squadra e mandare in campo un undici competitivo. Dall’altra parte c’è un avversario vivo che è andato a vincere sul campo della Cremonese e può ancora salvarsi. Il Pisa però ha una rosa importante per poter sopperire a queste assenze».

Che partita si attende?

«Secondo me sarà importante fare una partita d’attacco ma con la giusta attenzione e il giusto piglio. Servirà un Pisa determinato come nella gara vinta 4-3 con il Palermo, magari cercando di evitare certi errori nella fase difensiva. Sarebbe importante segnare subito ma soprattutto fare il possesso palla con più rapidità. La squadra subisce tanti gol ma nel girone di ritorno sta segnando tanto. E poi spero che la differenza riesca a farla anche il pubblico. Come negli anni in cui giocavo io».

Come giudica la prima stagione di Aquilani?

«I conti si fanno alla fine. La società la scorsa estate gli ha fatto un contratto biennale segno che vuol costruire un percorso. La società è stata brava a non esonerarlo quando le cose potevano mettersi male. Al di là dei risultati credo che in generale il suo lavoro, considerando anche che è all’esordio tra i professionisti, è positivo. Altrimenti non ci sarebbero le voci che una squadra di A come la Fiorentina stia pensando di affidargli la panchina per la prossima stagione».

Quale può essere l’arma in più per il finale di stagione del Pisa?

«Il fatto che finalmente Aquilani ha recuperato tanti infortunati. Vero che sabato prossimo non ci saranno Caracciolo, Canestrelli e Leverbe ma con il recupero di Matteo Tramoni e Torregrossa ha più scelta in avanti. Sono giocatori che anche se partono dalla panchina possono fare la differenza». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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