Pisa, un bagno nella realtà utile per avvicinarsi ancora all’idea
Compiuto un altro passo avanti in stile Victor Hugo
L’utopia deve accettare il giogo della realtà, deve essere inquadrata nei fatti; ogni idea astratta deve trasformarsi in un’idea concreta; ciò che ogni idea perde in bellezza, lo acquista in utilità; viene rimpicciolita, ma è più efficace. Quelle che avete appena letto sono parole, e pensieri, di Victor-Marie Hugo, più comunemente noto come Victor Hugo. È stato uno scrittore (“I Miserabili” il suo capolavoro), poeta, drammaturgo e politico francese. È stato talmente tante cose che quello che ha scritto fotografa anche l’ultima vittoria del Pisa, quella di Piacenza, in casa della FeralpiSalò. Già, perché anche i nerazzurri hanno dovuto e saputo trasformarsi.
Trasformando la propria idea di calcio, che insegue sempre la bellezza, in qualcosa di diverso, di più utile. Ed è un merito, un grande merito. Se è giusto e doveroso mettere in luce che l’ultimo Pisa non è stato il migliore della stagione, insomma, non si può far passare in secondo piano che nel lungo processo di costruzione della squadra è stato compiuto un altro e non banale passo avanti. Perché la concretezza deve diventare una compagnia di viaggio. Chiunque nutra delle ambizioni, ed è il caso della truppa di Alberto Aquilani, deve averne una riserva sempre con sé e saperla usare quando e come serve. Dominare 38 partite dall’inizio alla fine è un’ambizione da coltivare, da inseguire, ma è non serve la scienza per capire che è pura utopia (nel significato letterale del termine: l'oggetto di un'aspirazione ideale non suscettibile di realizzazione pratica). Per stare in alto servono i punti, per conquistarli bisogna anche sapersi sporcare. Esserci riusciti, contro un avversario comunque insidioso, non è cosa da poco.
Non si tratta di cinismo, ovvero un’ostentata indifferenza e disprezzo nei confronti di valori morali e sociali, ma appunto di concretezza. Che serve, serve eccome. Soprattutto quando per cause di forza maggiore (assenze, alcuni giocatori non al top della condizione e altri adattati in ruoli non esattamente propri) non puoi né esibire né tanto meno far valere la migliore versione di te.
Ecco perché il blitz di Piacenza non può che essere accolto con il sorriso. Senza per questo accontentarsi, però. Anzi cercando da subito, cioè da stasera, di tornare ad accendersi, a illuminarsi e illuminare.
Tenendo ben presente la lezione di un altro grande scrittore, Italo Calvino: «Credo che per prima cosa ci vogliono delle basi di esattezza, metodo, concretezza, senso della realtà; è soltanto su una certa solidità prosaica che può nascere una creatività». E così sia. In attesa dei fuochi d’artificio, di un Pisa scintillante, teniamoci stretto quello che pur di vincere sa anche soffrire. È la strada migliore per arrivare.
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