Moreo e la profezia di Giuseppe Corrado nel 2021: «Prima o poi lo prendo»
Generoso, mobile e duttile: può coprire tutti i ruoli dell’attacco. Il corteggiamento è durato più di due anni e domani a Genova dovrebbe essere titolare
PISA. «Tanto ci provo ancora e prima o poi lo prendo». A pronunciare queste parole il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado. Il periodo era l’inizio di maggio 2021, l’oggetto del desiderio (del massimo dirigente e del suo club) Stefano Moreo, che allora si stava avviando a centrare la promozione in Serie A con la maglia dell’Empoli.
La telenoevola
Hanno dovuto aspettare un bel po’, il presidente e il Pisa, ma alla fine ce l’hanno fatta. Moreo lo inseguivano già dall’estate precedente, quando proprio all’Empoli (che lo aveva ingaggiato a zero nel luglio del 2019 dopo il fallimento del Palermo) avevano proposto, ma senza successo, uno scambio con Michele Marconi. Come accennato sarebbero tornati alla carica pochi mesi dopo (chiedendolo in coppia con Canestrelli, pure lui arrivato all’Arena un po’ dopo), poi di nuovo la scorsa estate con il Brescia (che se lo era preso a 1,5 milioni). Un’autentica telenovela, insomma. Col lieto fine firmato dai direttori Giovanni Corrado e Claudio Chiellini arrivato da una manciata di giorni (il definitivo via libera nella notte di giovedì scorso, per la precisione) due anni e mezzo dopo e al costo di oltre 2 milioni di euro (al Brescia) e un contratto di tre anni (al giocatore).
Uno per quattro
Se sono stati spesi bene o meno, ovviamente, lo dirà il campo. Ma, nell’attesa, va detto che prendere Stefano Moreo, soprattutto per il Pisa, è come prendere quattro giocatori. Il 29enne (saranno 30 il prossimo giugno) milanese, infatti, nel meccanismo di Luca D’Angelo può ricoprire tutti i ruoli del reparto offensivo: la seconda punta (che forse è il suo vero ruolo), la prima punta (dall’alto dei suoi 191 centimetri di altezza), l’attaccante esterno (di recente a Brescia lo ha fatto spesso) e anche il rifinitore (come nel 4-3-1-2 dell’Empoli di Dionisi dominatore della Serie B edizione 2020/2021). Quasi il giocatore ideale per il condottiero nerazzurro che svaria con facilità e naturalezza dal 4-3-1-2 al 4-3-2-1 (e viceversa). Certo, Moreo non è esattamente uno sfondatore di porte (in B è andato doppia cifra solo nello scorso campionato col Brescia, squillo nei playoff col Monza incluso) ma è duttile come pochi, intelligente (va a trovare gli spazi dove sono), dinamico come un centrocampista (in quel famoso e vincente Empoli giocò anche spezzoni di partita da interno) e generoso. Non a caso nel debutto nerazzurro a Como (una manciata di minuti) si è subito fatto notare per un ripiegamento difensivo (con annessa ripartenza) che è nel suo Dna. Almeno sulla carta, insomma, l’uomo giusto nel posto giusto.
Bene con tutti
Dovrà passarlo alla carta al campo, naturalmente. E già sabato 28 gennaio, a Marassi (inizio alle 16,15), dovrebbe avere l’occasione di farlo dal 1’. Ma con chi? Già, questo è un altro punto non banale. Le caratteristiche di Moreo, cioè, si sposano bene con tutti gli attaccanti della rosa. Con Matteo Tramoni lo ha già dimostrato nella scorsa stagione a Brescia, ma può farlo anche in appoggio a Torregrossa, Gliozzi e Masucci (alle spalle di due di loro o insieme a uno di loro) e di sicuro non avrà problemi a trovare l’intesa con un talento di calibro di Morutan. Moreo è buono per tutte le stagioni, insomma. E probabilmente valeva davvero la pena corteggiarlo (ma fosse stato per lui sarebbe arrivato prima...) per così tanto tempo.
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