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Verso Pisa-Vicenza per i Beghetto il calcio è davvero un affare di famiglia

Andrea Chiavacci
Verso Pisa-Vicenza per i Beghetto il calcio è davvero un affare di famiglia

Massimo, padre del terzino nerazzurro Andrea, è stato una colonna della formazione biancorossa per tanti anni

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Andrea Chiavacci

PISA. Per l’esterno sinistro nerazzurro Andrea Beghetto la sfida tra Pisa e Vicenza è un vero e proprio affare di famiglia. Suo padre Massimo infatti è stato un punto di riferimento del centrocampo del Vicenza tra il 1996 e il 2001 e successivamente allenatore biancorosso. Massimo Beghetto ci ha parlato di questa partita e del rapporto con suo figlio.

Beghetto, come si sta inserendo Andrea nel Pisa?

«L’unico consiglio che mi sono permesso di dargli è quello di entrare in punta di piedi e cercare di inserirsi bene in un gruppo collaudato. Deve cercare di integrarsi in breve tempo, ma sono convinto che riuscirà ad adattarsi al meglio anche in una difesa a quattro».

Che partita si aspetta?

«Sarà una sfida equilibrata. Il Pisa ha un’idea di gioco chiara da diversi anni. Il Vicenza sta facendo bene anche se ha un solo punto di vantaggio sui playout. La società di Rosso è ambiziosa, ma per il momento l’obiettivo è cercare la stabilità nella categoria perché il livello del campionato è davvero molto alto».

In una famiglia di sportivi come la vostra, cosa ha consigliato a suo figlio Andrea?

«Non gli ho mai fatto pressioni. Le scelte le ha fatte sempre con la sua testa. Nella nostra famiglia lo sport viene fatto prima di tutto per divertirsi e per stare bene con gli altri e a livello fisico. La base per fare sport è avere disciplina e rispetto dei ruoli. Se poi, arrivato a una certa età, capisci di non essere competitivo puoi sempre fare altro».

Qual è stato un punto di svolta per Andrea?

«Tra il 2015 e il 2017. In due anni è passato da giocare con i dilettanti dell’Este alla promozione in A con la Spal, fino al passaggio al Genoa. Lì ha capito definitivamente di essere un calciatore professionista e poi si è confermato al Frosinone».

Quindi la sua forza è soprattutto nella testa?

«È uno che sta molto attento a tutto. Vive il calcio in maniera totale curando i dettagli in modo maniacale. In primis l’alimentazione».

Fuori dal campo che ragazzo è Andrea?

«È un tipo molto tranquillo e da poco è diventato anche padre».

Per chi tiferà sabato prossimo?

«Dopo aver passato 10 anni a Vicenza è ovvio che sarò diviso a metà tra il tifo per la squadra in cui sono stato tanto e quello per mio figlio». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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