Biagio Pagano, dalla serie A al Calci «Scelta dettata da motivi familiari»
«Vivo e lavoro a Pisa, ho sposato una pisana. Il rammarico? Non aver mai giocato qui»
È stato il fiore all’occhiello del mercato estivo del Calci. A giugno la società della Valgraziosa, promossa due anni fa in Prima categoria e guidata dal presidente Francesco Marianini (ex centrocampista di Lucchese, Triestina, Lecce, Empoli e Novara, più di 300 presenze tra A e B), ha ufficializzato il colpo: Biagio Pagano in biancazzurro a disposizione di mister Cristian Biancone, ex attaccante del Pisa nella stagione 2006/07. Esterno offensivo classe 1983, Pagano in carriera conta oltre 300 presenze tra i professionisti, la maggior parte delle quali in serie B con le maglie di Atalanta, Bari, Rimini, Reggina, Livorno, Torino, Nocerina e Modena; 15 le presenze in serie A con Sampdoria e Atalanta: con i blucerchiati Pagano ha realizzato anche una rete nella massima serie, all’Olimpico contro la Roma. Dopo aver giocato con Grosseto e Lucchese in Lega Pro (nel mezzo una parentesi a Catanzaro), nelle ultime stagioni Pagano ha indossato maglie toscane in serie D ed Eccellenza: Ghivizzano, Viareggio, Massese, Aglianese, Cenaia, Montecatini. Nella stagione 2019/20, chiusa in anticipo a causa del Covid, ha militato nell’Intercomunale Monsummano in Prima categoria. Ora la seconda esperienza in Prima categoria con la maglia del Calci. «La scelta è nata prima del lockdown. Avevo giocato una partita di calcio a 7 con Biancone, mi ha parlato del Calci e dell’intenzione di disputare un campionato importante nella stagione successiva. Poi ho parlato anche con Marianini, che avevo incontrato da avversario in carriera e l’operazione si è conclusa».
Un Calci targato “pro”: il presidente Marianini, mister Biancone e ora lei.
«Diciamo che sono il “vecchietto”. Cerco sempre di dare il massimo e di far capire l’importanza di allenarsi bene, con la giusta intensità. Portiamo avanti anche un progetto riguardante la parte tecnica, lavoro con i bambini della scuola calcio».
Il Calci ha staccato il pass per il turno successivo in Coppa chiudendo a punteggio pieno il triangolare, ma, tra rinvii e turno di riposo, ancora non ha esordito in campionato. Lei è ancora in attesa del debutto in maglia biancazzurra.
«Mi sono infortunato in amichevole e non sono potuto scendere in campo in Coppa. Ora è tutto fermo ed è giusto così: prima la salute. Tutti non vediamo l’ora che passi questo momento, l’esordio credo sia rinviato al prossimo anno».
Campano di nascita (Napoli), ma toscano d’adozione?
«Avevo diciotto mesi quando ci siamo trasferiti in Toscana. Vivo a Pisa, lavoro a Pisa e ho sposato una pisana: anche i miei due bimbi tifano per i nerazzurri. Da alcuni anni ho iniziato a lavorare in un’azienda che si occupa di ausili ortopedici e sanitari: la scelta di scendere di categoria è legata a motivi lavorativi».
In serie A ha segnato un solo gol: stagione 2004/2005, Roma-Sampdoria. 1-1 con botta e risposta nei minuti finali: lei, entrato nella ripresa, ha firmato il vantaggio blucerchiato con un colpo di testa, pareggio di Totti dal dischetto.
«Credo sia il ricordo più bello della carriera. Segnare in serie A, all’Olimpico, una sensazione unica».
L’avversario e il compagno di squadra che più l’hanno impressionata?
«Riduttivo citare campioni come Cannavaro e Maldini, dico Roberto Vitiello (ex difensore di Rimini, Siena e Palermo), con il quale ho anche giocato in biancorosso. Tra i compagni di squadra Adrian Ricchiuti, argentino. È arrivato tardi serie A, ma era un fenomeno: aveva una visione di gioco impressionante e abbinava tecnica notevole a corsa e grinta».
Ha un rimpianto?
«Non essere riuscito a indossare la maglia del Pisa. Ci tenevo tanto, è la squadra della mia città». —
Alessandro Marone
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