Il Tirreno

Pisa

Trent’anni fa la grande gioia: «Piovanelli! Piovanelli! Ed è il 2-0» - Video

Massimo Berutto e Antonio Scuglia
Piovanelli con Romeo (foto Bellini)
Piovanelli con Romeo (foto Bellini)

L’amarcord dell’attaccante nerazzurro dopo un gol memorabile: a Cremona una delle partite più intense, tra le gioie più grandi di tutta la storia del Pisa

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:sport:1.15517092:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/21-giugno-1987-l-impresa-del-pisa-a-cremona-lo-storico-2-0-di-piovanelli/84203/85732]]

PISA . «Piovanelli! Piovanelli! Ed è il due a zero!». Anniversari ce ne sono tanti, ma uno li supera tutti. Trent’anni fa, il 21 giugno 1987, il Pisa di Romeo espugnava Cremona e conquistava la serie A sul campo della capolista grigiorossa imbattuta fino a quel momento. La voce entusiasta di Aldo Orsini rappresentò lo stato d’animo di un’intera città e suggellò la prodezza di Lamberto Piovanelli al 42’ pt (poi finì 2-1), dopo il rigore procurato da Luca Cecconi e trasformato da Claudio Sclosa. Inutile il penalty finale del lombardo Nicoletti, che batté l’ottimo Grudina.

(Stasera, mercoledì 21, su Tv Pisa - canale 672 - la telecronaca originale della partita)

Piovanelli, come altri suoi colleghi, lei è “condannato” a ricordare continuamente un solo gol: un fastidio o un motivo d’orgoglio?

«Fa piacere festeggiare i trent’anni di questo gol, indelebile e indimenticabile. È la cosa più bella che sono riuscito a fare nella mia carriera».

Quel grido “ed è il 2-0” ha immortalato la sua prodezza nell’immaginario collettivo...

«Hanno contribuito le parole di Aldo Orsini, oltre ad un insieme di fattori: la bellezza del gol, il fatto che sia servito ad una promozione, in un giorno perfetto, in cui tutto è andato nel verso giusto. Un miglior finale non poteva essere scritto. È bello che a distanza di trent’anni se ne parli ancora».

Orsini, nel suo commento, proseguì sottolineando “altro numero di gran classe di Lamberto Piovanelli” . Infatti non è stata l’unica prodezza in carriera...

«Ma è il fotogramma che viene subito in mente. Delle ultime due vittorie azzurre ai campionati mondiali si ricordano nel primo caso l’esultanza di Tardelli e nell’altro i due festeggiamenti di Grosso, dopo la rete alla Germania e il rigore decisivo contro la Francia. Ho segnato altri gol, ma in cima al cassetto dei ricordi c’è sempre quello di Cremona».

Non si ricordano molti suoi gol in tuffo...

«Fu un pezzo unico. Il gol più bello».

In tuffo davanti ad una muraglia nerazzurra, come per lanciarsi in un abbraccio collettivo...

«Di quella scena ho due immagini in testa: il momento in cui mi arriva il cross e decido di tuffarmi, e quando nell’azione vedo il pubblico venire verso di me».

Della settimana precedente alla gara cosa ricorda?

«Mia madre si sentì male ed io non partii insieme alla squadra. Poi ricordo che durante il trasferimento in pullman allo stadio ascoltavo Renato Zero. Durante il prepartita, per ammazzare il tempo e la tensione, salii di nuovo sul mezzo per vedere la tv».

È vero che in quel momento il Pisa si giocava qualcosa in più di una promozione in A?

«Qualcosa si sentiva dire, ma non dimentichiamo chi era in quel momento il condottiero: sono certo che Romeo comunque avrebbe tirato fuori un coniglio dal cilindro».

Quest’anno si è parlato molto della mazzata di Vicenza, ma anche la sconfitta di Cagliari, in rimonta nel finale e per di più alla terzultima giornata, non fu uno scherzo. Eppure voi vi rialzaste e reagiste...

«Durante il viaggio di ritorno da Cagliari tutti stilavano tabelle dei possibili risultati. Io francamente non ci credevo più. La batosta era stata troppo grande. Ma in quel momento intervennero il presidente e soprattutto Gigi Simoni, che preparò benissimo la doppia sfida con Lazio e Cremonese. Ci disse di provare a vincere a Cremona nei primi 45’ e, nel caso non fossimo passati in vantaggio, di iniziare a pensare alla possibilità di uno spareggio. Quando hai vicino a te una persona che sa capire e affrontare le situazioni, tutto diventa più facile».

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:sport:1.15517075:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15517075:1652460986/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il delitto

Femminicidio sull’A1, la mamma di Lorena Isceri: «Aveva paura ma non aveva voluto denunciarlo per non rovinargli la vita»

di Mario Neri
Turismo: le nostre guide