Pisa, il convegno della massoneria ricordando Franco Franchi: «La Libera Muratoria è sostanza di cose sperate»
Sala delle Baleari gremita per la giornata di studi promossa dalla Gran Loggia d’Italia nel centenario della nascita dell’endocrinologo pisano. Relatori, studiosi e amici ne hanno ripercorso il lascito professionale e umano, sottolineando il segno lasciato nel mondo medico e in quello massonico
PISA. Sala delle Baleari piena per la giornata di studi in memoria del professor Franco Franchi a cento anni dalla nascita. “L’uomo di scienza che ha riunito medicina e massoneria”: questo il tema dell’iniziativa organizzata dalla Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi e Accettati Muratori (Alam) di cui Franchi, medico endocrinologo, fu Gran Maestro e Sovrano Gran Commendatore dal dicembre 1995 al dicembre 2001.
I relatori del convegno
Al convegno, che ha avuto il patrocinio dell’amministrazione comunale di Pisa rappresentata nell’occasione dall’assessore Paolo Pesciatini, hanno portato il loro contributo il dottor Aristide Luca Ceccanti (“Franco Franchi, una storia massonica”), il professor Fulvio Conti (“Massoneria e mondo medico in Italia tra ’800 e ’900”), il dottor Francesco Leoli (“Il professor Franco Franchi, un medico al servizio degli altri”), la dottoressa Daniela Tedeschi (“Franco Franchi nei ricordi di una sua allieva”). Moderatore il giornalista Luca Daddi, caporedattore centrale de Il Tirreno.
Le testimonianze e i ringraziamenti
Sono intervenuti anche amici di Franchi, tra cui Sergio Bicecci e Massimo Bianchi, quest’ultimo già Gran Maestro Aggiunto Vicario del Grande Oriente d’Italia. Erano presenti i vertici della Regione Massonica Toscana e della Provincia Massonica di Pisa che hanno rivolto un sentito ringraziamento al Comune e al sindaco Michele Conti per aver concesso il patrocinio all’iniziativa e l’uso della Sala delle Baleari.
Il ricordo dell’uomo e del professionista
Tutti gli interventi che si sono ascoltati durante il convegno hanno messo in evidenza non soltanto le qualità professionali di Franchi, ma anche quelle umane. Le doti che aveva fanno sì che il suo ricordo sia ancora ben vivo a distanza di 24 anni dalla morte non soltanto nell’ambiente medico, ma soprattutto in quello massonico.
L’aneddoto raccontato da Ceccanti
«Una volta ci chiese: “Cos’è la massoneria per voi?” – ha raccontato Ceccanti – Aspettammo la sua risposta. “La massoneria, disse, è sostanza di cose sperate”».
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