Il Tirreno

Empoli

Il caso

Empoli, dentro la scuola devastata durante l’occupazione: i danni e le parole della Cgil – «Sì a proteste pacifiche»

di Redazione web

	I danni dentro la scuola
◗
I danni dentro la scuola

Le polveri degli estintori hanno raggiunto ogni ambiente dell’istituto, costringendo a prolungare la bonifica e a rinviare le verifiche della Città metropolitana. La stima economica del disastro arriverà soltanto nei prossimi giorni

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. I danni sono molto più gravi del previsto. Almeno quelli provocati dalle polveri degli estintori svuotati in vari ambienti della scuola. La bonifica, affidata ad una ditta specializzata, si concluderà probabilmente venerdì 6 novembre rispetto al termine previsto di mercoledì 4 novembre. Le polveri si sono estese infatti in aule, uffici, corridoi e bagni rendendo praticamente inaccessibile l’ingresso e i lavori dei tecnici della Città metropolitana di Firenze che mercoledì 4 novembre avrebbero dovuto eseguire un primo sopralluogo per valutare i danni causati dal blitz notturno dei vandali la scorsa settimana durante l’occupazione della scuola Iss Fermi-Da Vinci di Empoli.

Rinviato il sopralluogo: slitta il ripristino della scuola

Rimandato il sopralluogo e, quindi, rimandato anche l’inizio degli interventi per il ripristino delle condizioni di sicurezza e di vivibilità della struttura di via Bonistallo, che ha subito danni edili e agli impianti oltre alla distruzione di arredi e apparecchiature (una devastazione che ha spinto a dichiarare inagibile l’edificio con conseguente sospensione delle attività didattiche). Danni che ammonterebbero a diverse decine di migliaia di euro. La valutazione sarà però possibile solo nei prossimi giorni, quando saranno completate le operazioni di bonifica e i sopralluoghi necessari a capire anche gli interventi da mettere in campo per ripristinare i vari ambienti scolastici.

La Cgil Empolese-Valdelsa al fianco degli studenti

Continua, intanto, la mobilitazione studentesca con l’occupazione, dopo quella di vari Istituti superiori, del Virgilio. Una protesta che incassa anche il sostegno della Cgil Empolese-Valdelsa e della Flc-Cgil che si dicono solidali con gli studenti e idealmente uniti nella «mobilitazione pacifica». «Nelle proteste degli studenti c’è il fastidio, la rabbia, l’indignazione ma anche ascolto, confronto, proposta e la necessità di rimettere la scuola e l’istruzione al centro della loro crescita culturale e sociale – sottolinea l’organizzazione sindacale –. Le ragioni della protesta studentesca sono le nostre ragioni: no alla spesa per il riarmo, sì a investimenti nell’istruzione e nell’edilizia scolastica; no a un’idea autoritaria e gerarchica dell’istruzione, sì alla scuola come luogo aperto, inclusivo e democratico. Su questi temi anche la nostra organizzazione si è mobilitata e continuerà a farlo fino allo sciopero generale del 20 novembre in concomitanza con lo sciopero internazionale di giovani e studenti. La Cgil Empolese-Valdelsa e la Flc-Cgil – concludono i sindacati – sono quindi al fianco delle iniziative di mobilitazione pacifica e partecipazione democratica promosse dagli studenti del nostro territorio, per contribuire insieme al cambiamento sociale di cui il nostro Paese ha urgente bisogno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Trasporti
In aggiornamento

Aerei, caos nei cieli: allarme bomba su due voli diretti a Roma e uno partito da Malpensa. S’indaga su una mail: il testo

di Redazione web
Il progetto Scuola 2030