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La tragedia

Trovato morto nell’auto imbarcata sul traghetto: fermata una 22enne residente in Toscana

di Redazione Pisa

	Traghetti all’ancora nel porto di Palermo (foto archivio)
Traghetti all’ancora nel porto di Palermo (foto archivio)

La vittima era nascosta nel traghetto proveniente da Tunisi: la giovane risulta residente a Pisa e studentessa dell’ateneo fiorentino

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PISA. Una storia di immigrazione clandestina e morte, che vede al centro una ragazza residente a Pisa. Una di quelle tragedie che vedono come vittima chi cerca di entrare in Italia sperando in una vita migliore, che questa volta ha avuto come palcoscenico il porto di Palermo.

Qui, nella giornata di oggi, 8 settembre, il corpo di un ragazzo tunisino di 25 anni è stato trovato all’interno dell’abitacolo di un’auto imbarcata su un traghetto proveniente da Tunisi: la ragazza che conduceva il mezzo, una 22enne anche lei tunisina, è stata fermata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo quanto appreso, la donna è residente a Pisa e frequenta la facoltà di ingegneria dell’Università di Firenze.

Gli accertamenti

Sono i poliziotti della questura di Palermo che dovranno ricostruire quanto accaduto durante la traversata. Secondo i primi accertamenti, l’uomo era salito a bordo nascosto in un vano nascosto sotto i sedili posteriori dell’Audi A6 che era stata utilizzata per il trasbordo. Proprio la scarsa ventilazione e le condizioni all’interno del nascondiglio di fortuna potrebbero essere alla causa del malore che è risultato fatale per il giovane tunisino. I primi accertamenti medico legali, infatti, avrebbero escluso la possibilità di atti di violenza come causa della morte.

L’auto si trovava all’interno della stiva di carico del traghetto e ad accorgersi del corpo esanime sarebbe stata la ragazza che viaggiava con lui: la giovane, in stato di choc, ha avvisato i dipendenti della compagnia di navigazione che hanno iniziato le procedure di soccorso che, però, si sono rivelate inutili.

Tra i molti aspetti da chiarire di questa vicenda (oltre alla reale identità del 25enne, che non risultava avere con sé documenti) è il ruolo rivestito dalla ragazza che si trovava alla guida dell’auto.

La ragazza è stata interrogata negli uffici della questura dal pubblico ministero che guida le indagini e avrebbe spiegato quanto successo con la necessità di restituire un favore.

Cosa ha detto la giovane

La 22enne ha raccontato che quando è arrivata a Pisa ha stretto conoscenza con un connazionale che l’ha aiutata a trovare una sistemazione.

Proprio da questa persona sarebbe arrivata a un certo punto la richiesta di andare in Tunisia per poi tornare in Italia per far entrare in maniera clandestina il ragazzo di 25 anni. Un piano che sarebbe stato organizzato nel dettaglio, con tanto di auto presa a noleggio a Tunisi con il doppio fondo per nascondere il passeggero. La destinazione finale del viaggio sarebbe poi stata Civitavecchia.

Gli inquirenti hanno sequestrato sia il cellulare della ragazza che quello della vittima e il pubblico ministero incaricherà un medico legale di eseguire l’autopsia. Nella giornata di oggi la giovane si presenterà davanti al giudice delle indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia.

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