Il Tirreno

Pisa

La decisione

Pisa, Gianluca Paul Seung: ergastolo confermato per il killer della dottoressa Capovani – Ma ora scatta un altro allarme

di Lorenzo Carducci

	Gianluca Paul Seung e Barbara Capovani 
Gianluca Paul Seung e Barbara Capovani 

La Cassazione chiude il caso Capovani: confermata la pena massima per Seung mentre l’Ordine dei medici rilancia l’allarme sulle aggressioni al personale sanitari

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. A poco più di tre anni dall’aggressione mortale fuori dal reparto di psichiatria del Santa Chiara, la condanna all’ergastolo di Gianluca Paul Seung per l’omicidio della dottoressa Barbara Capovani è diventata definitiva. La Corte di Cassazione ha infatti respinto le richieste dei legali del 37enne di Torre del Lago, che chiedevano l’annullamento della sentenza con cui lo scorso autunno la Corte d’Assise d’Appello di Firenze aveva confermato il verdetto emesso in primo grado dalla Corte d’Assise di Pisa, nell’ottobre del 2024.

L’aggressione e la morte della psichiatra

Quella sera Seung, all’epoca paziente del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di cui Capovani era responsabile, aggredì la psichiatra mentre era di spalle, colpendola per undici volte alla testa con una spranga. A causa delle gravissime lesioni riportate, la professionista, 55 anni, morì due giorni dopo in ospedale, lasciando il marito e tre figli. Un omicidio che Seung ha confessato, pur specificando di voler sfregiare e non uccidere la psichiatra, e motivato col risentimento per i trattamenti terapeutici ricevuti. L’odio verso gli psichiatri e Capovani era emerso anche dal suo profilo facebook, intriso di anatemi complottisti. I suoi legali, Andrea Pieri e Gabriele Parrini, si erano rivolti alla Suprema Corte contestando l’accusa di premeditazione e l’imputabilità del 37enne – recluso in carcere a Spoleto – sostenendo che fosse necessaria una nuova perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato, in altri processi dichiarato incapace e assolto. Ma nonostante la diagnosi processuale di “psicopatico con disturbi paranoidi”, nel caso dell’omicidio l’aggressore è stato ritenuto in grado di determinare e comprendere le proprie azioni. E dunque anche di risponderne.

Le condanne al risarcimento

Con la conferma dell’ergastolo, diventano definitive le condanne al risarcimento nei confronti delle parti civili: in primis i familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Stefano Del Corso, ma anche l’Ordine dei medici di Pisa, l’Asl e la Regione. Dalla famiglia della psichiatra e dall’associazione che porta il suo nome preferiscono non commentare la sentenza, concentrandosi sui progetti in ricordo di Barbara. A intervenire è Giuseppe Figlini, presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri che a Capovani ha dedicato anche un premio di laurea annuale.

La posizione dell’Ordine dei medici

«La conferma dell'ergastolo da parte della Cassazione chiude un percorso giudiziario durato tre anni. Accolgo questa decisione con grande soddisfazione, a nome dell'intero Ordine e della comunità medica pisana. Per i colleghi di Barbara Capovani, per chi ha condiviso con lei il lavoro quotidiano in un reparto difficile come quello di psichiatria, e non solo, l'efferato reato ha aperto una ferita. Oggi quella ferita non si chiude, ma trova finalmente una risposta di giustizia definitiva» premette Figlini, prima di aggiungere che «questa sentenza, tuttavia, non risolve il problema che l'ha generata. I medici e il personale sanitario continuano a essere vittime di aggressioni con frequenza inaccettabile».

L’appello alle istituzioni

«Per questo l'Ordine si rivolge alle istituzioni chiedendo provvedimenti concreti a tutela del personale al servizio della comunità. Servono strumenti reali di prevenzione, presidi di sicurezza adeguati, percorsi che permettano di intervenire prima che un'aggressione degeneri in tragedia. Chi sceglie di curare, spesso nelle condizioni più esposte e con i pazienti più fragili, ha diritto a lavorare in sicurezza. Continueremo a chiederlo con la massima determinazione – conclude il presidente dell’ordine – convinti che la memoria di Barbara Capovani debba tradursi in impegno concreto e non restare soltanto un ricordo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Turismo

La vacanza in estate? Nelle ville da sogno in Lucchesia. L’analisi di un boom: i prezzi e cosa chiedono i clienti

di Sara Venchiarutti

Lieto fine

Cecina, dalla stazione chiama il 112 e annuncia un gesto estremo: il carabiniere lo salva con queste parole

80 Vespa