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Geofor, nomine contestate: il sindaco di Pisa raddoppia l’attacco

di Francesco Loi

	Da sx in alto Michele Conti, sotto Michelangelo Betti. A dx la sede di Geofor
Da sx in alto Michele Conti, sotto Michelangelo Betti. A dx la sede di Geofor

Conti: azione legale e affidamento di due diligence. Betti risponde: «Dal centrosinistra l’unica proposta organica»

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PISA. Betti risponde, Conti rilancia. La battaglia intorno al nuovo presidente di Geofor (Marco Braccini, ex sindaco di Bientina) e al nuovo cda si allarga. Centrodestra da una parte, centrosinistra dall’altra. Al sindaco di Pisa non è andato giù come sono maturate le nomine. In assenza di accordi, è la sostanza del suo pensiero, «il presidente di RetiAmbiente ha fatto propria tout-court» la proposta dei Comuni di centrosinistra a firma di Michelangelo Betti, primo cittadino di Cascina. Mentre, e questo è l’altro pilastro della sua posizione, i Comuni di centrodestra (che alla presidenza avevano proposto l’avvocato Giulia Palagini) rappresentano il 13,013% delle quote societarie rispetto al 12,44% del centrosinistra.

Ieri mattina Betti ha risposto ribadendo il presupposto alla base della nomina di Braccini per i Comuni del centrosinistra. Ovvero, rappresentare un numero di residenti largamente maggioritario, circa 220mila su un totale di oltre 390mila.

«Sono colpito dalla lettura che il sindaco Conti traccia della vicenda. Un ampio gruppo di Comuni, che rappresenta un bacino di utenza molto ampio e rappresenta la componente maggioritaria in RetiAmbiente, ha prodotto – dice Betti – una proposta organica ai vertici di RetiAmbiente, con l’obiettivo di garantire la formazione di un consiglio di amministrazione equilibrato, rappresentativo e in grado di affrontare le difficoltà esistenti».

Per Betti «questa idea è stata affiancata da una proposta alternativa», quella del centrodestra, «in cui si presentava un’indicazione relativa alla sola presidenza, senza porsi il problema di un equilibrio generale». Al contrario, per il sindaco di Cascina, la soluzione proposta dal centrosinistra «è arrivata da un lavoro che per mesi ha cercato di trovare una soluzione condivisa tra tutti i soci pubblici. Un lavoro che ha visto anche la proposta di numerosi nomi e opzioni di composizione».

Conti invece aveva attaccato parlando di «lotte interne al Pd» dopo che nei mesi scorsi avevano girato per la presidenza vari nomi espressioni di correnti dem tra i quali Paolo Cipolli, ex assessore a Cascina, Andrea Serfogli, ex assessore a Pisa, e alcuni ex sindaci, come Gabriele Toti, mentre secondo alcune ricostruzioni dietro a tutto ci sarebbero intese territoriali per portare a candidare alla presidenza della Provincia di Pisa il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi.

«Per molti Comuni – aggiunge Betti – i veri temi restano la qualità del servizio, l’efficienza dell’azienda, la crescita della differenziata, il livello della Tari. Purtroppo non ho trovato questi elementi nell’analisi di Conti, ma un percorso fatto di carte bollate».

E questa strada è stata confermata nel pomeriggio di ieri dal sindaco di Pisa. «Contrasteremo le nomine attraverso l’azione legale già annunciata», dice Conti, che ha dato mandato all’avvocatura civica di «verificare la corretta applicazione delle normative vigenti» negli atti di RetiAmbiente.

E ora Conti, che da tempo chiedeva un cambiamento nel management, raddoppia il fronte di contrapposizione: «Come socio chiederò una due diligence sui bilanci, sui costi e sulle spese di Geofor, da affidare attraverso una gara pubblica a un advisor indipendente e di alto profilo. I cittadini pagano una Tari sempre più pesante e ricevono un servizio troppo spesso non all’altezza, con gli amministratori dei Comuni serviti che si trovano ogni giorno a fare i conti con problemi, disservizi e aumenti dei costi».

«Questa operazione – aggiunge Conti – è necessaria anche per RetiAmbiente. A oltre cinque anni dalla piena operatività come gestore unico del servizio integrato dei rifiuti dell’Ato Toscana Costa, l’obiettivo dell’accorpamento delle Sol non è stato raggiunto. Anzi, la frammentazione è aumentata». Il sindaco punta il dito contro il Pd: «Si scarica sui cittadini il costo di queste scelte».

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