Pisa, minacce choc al Santa Chiara: «Vi faccio fare la fine della Capovani» – Semina il panico tra medici e infermieri
L’uomo, 28 anni, è gravemente indiziato di aver per mesi posto in essere un continuo stalking nei confronti del personale sanitario
PISA. La Polizia di Stato arresta e conduce in carcere un soggetto accusato di aver posto in essere gravi minacce e molestie nei confronti del personale sanitario del Servizio Psichiatrico di diagnosi e cura dell’ospedale Santa Chiara ma di competenza dell’Asl.
L’arresto
La Squadra Mobile della Questura di Pisa, all’esito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa, ha rintracciato a Pontedera ed arrestato un 28enne gravemente indiziato di aver per mesi posto in essere un continuo stalking nei confronti del personale sanitario del Servizio Psichiatrico di diagnosi e cura dell’ospedale Santa Chiara.
Cosa è sucesso
Nel dettaglio, il soggetto, già in cura presso il Servizio psichiatrico per alcune problematiche psichiatriche e a suo parere, oggetto di alcuni presunti errori diagnostici e clinici, aveva cominciato a perseguitare una psichiatra in servizio presso il Reparto, telefonando a tutte le ore presso il centralino dell’Ospedale e proferendo gravissime minacce, anche di morte. Addirittura, durante un ricovero presso il Servizio Psichiatrico aveva affrontato medici ed infermieri provocatoriamente minacciandoli di morte o addirittura pronunciando le tetre parole: “Vi faccio fare la fine della Capovani”. Tutte queste condotte venivano attestate e riscontrate dall’indagine condotta dalla Sezione Specializzata della Squadra Mobile di Pisa e coordinata da un Magistrato del Gruppo Specializzato della Procura. Successivamente il GIP di Pisa aderendo alle prospettazioni investigative adottava una ordinanza di custodia cautelare in carcere con contestuale ricovero in un reparto di osservazione psichiatrica carceraria.
Barricato in casa
L’esecuzione dell’Ordinanza è avvenuto allorquando gli investigatori della Squadra Mobile di Pisa hanno appreso mediante i continui servizi di monitoraggio che il soggetto, di rientro da un periodo trascorso in Germania, si era recato a Pontedera presso l’abitazione dei genitori. Purtroppo, alla vista degli operatori di Polizia che si sono presentati presso l’abitazione il ricercato si è barricato in casa, costringendo all’intervento dei Vigili del Fuoco e del personale del Commissariato di P.S. di Pontedera che, unitamente ai colleghi della Mobile, hanno rapidamente sfondato la porta di casa ed arrestato l’uomo. L’arrestato, come da disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato ricoverato presso il Servizio di Osservazione Psichiatrica della Casa Circondariale Sollicciano di Firenze.
Il comunicato della Asl
L’Azienda USL Toscana nord ovest esprime la propria totale vicinanza e solidarietà ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori del Servizio psichiatrico diagnosi e cura (SPDC) di Pisa che opera all’ospedale Santa Chiara. «Rivolgo il più sentito ringraziamento alla Polizia di Stato e alla Procura della Repubblica di Pisa – evidenzia la direttrice generale dell’Asl Maria Letizia Casani - per la rapidità e l'efficacia delle indagini che hanno portato all'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sapere che le istituzioni rispondono con fermezza a tutela di chi lavora in prima linea è fondamentale per la serenità dei nostri operatori. Barbara Capovani – prosegue la dottoressa Casani - non era solo una psichiatra stimata, ma un vero e proprio simbolo di dedizione al servizio pubblico. Ringrazio ancora le colleghe e i colleghi della Psichiatria che, nonostante il peso psicologico di minacce così gravi e rievocative, continuano a impegnarsi quotidianamente con determinazione e costanza per mantenere vivo il suo ricordo e proseguire il delicato lavoro di assistenza e cura dei pazienti. L’impegno della nostra Azienda proseguirà con fermezza nella direzione intrapresa negli ultimi anni sui temi della prevenzione e della sicurezza dei lavoratori, applicando la tolleranza zero rispetto a qualsiasi forma di aggressione, verbale o fisica. L'Azienda ribadisce tuttavia che, oltre alle misure di sicurezza e all'indispensabile protezione delle Forze dell'Ordine, è quanto mai necessario un ulteriore salto culturale all’interno della nostra comunità per restituire il dovuto rispetto e la massima tutela a chi si prende cura della salute pubblica».
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