Il Tirreno

Pisa

Violenza sui social

Pisa, offese e minacce choc a una professoressa universitaria: perquisita la casa dell’hater

di Redazione web
Pisa, offese e minacce choc a una professoressa universitaria: perquisita la casa dell’hater

La Polizia di Stato nella mattinata odierna (8 maggio) ha eseguito una perquisizione nei confronti di un milanese quarantenne di Cesano Boscone, in provincia di Milano

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. La Polizia di Stato nella mattinata odierna (venerdì 8 maggio) ha eseguito una perquisizione nei confronti di un milanese quarantenne di Cesano Boscone (MI), ritenuto responsabile di aver inviato una serie di commenti discriminatori, diffamatori e di minacce, tramite il proprio profilo di un noto social, ad una nota docente dell’Università di Pisa.

I fatti

I fatti risalgono allo scorso novembre, quando la docente, dopo aver pubblicato sul noto social un post dedicato all’attentato alla sinagoga ortodossa di Manchester avvenuta a ottobre, aveva ricevuto una pioggia di commenti d’odio e antisemiti, tutti dallo stesso profilo, tra i quali: “Devi morire nel modo più atroce più del 7 ottobre e ancora di più dell’olocausto! Lì ti stanno aspettando nelle camere a gas per gassarti e bruciarti nei forni crematori, terrorista ebrea di merda muori nel modo più atroce!” o anche “Vai in stazione ratto, prendi il carro bestiame e vai ad Auschwitz, fai la selezione, fatti estrarre senza anestesia i denti d’oro, tatuare il braccio come la sudicia vacca che sei, rasarti i capelli che servono per riempire i cuscini..” oppure “..CACCIA, UCCIDI E SQUARTA OGNI RATTO EBREO!”, solo per citarne alcuni.

La denuncia

In seguito alla denuncia della docente, sono partite le indagini della Digos di Pisa, coordinate dalla Procura, che hanno portato all’individuazione dell’autore dei commenti ed alla perquisizione eseguita proprio oggi, in collaborazione con la Digos di Milano. Il quarantenne, a cui sono stati sequestrati alcuni apparecchi informatici, ha ammesso di aver agito dietro uno schermo senza realmente voler fare del male alla professoressa, che non conosce personalmente e con cui non ha avuto mai alcun contatto reale, spinto comunque da sentimenti di frustrazione e odio nei confronti del popolo ebraico in generale. Lo stesso è stato deferito per i reati di minacce, diffamazione e istigazione a delinquere, con l’aggravante dei fatti commessi per motivi di odio razziale e religioso e attraverso l’utilizzo di strumenti informatici.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Se ne parla adesso
L’indagine

Andrea Sempio, cosa c’è nelle agendine dell’orrore: fantasie, sesso, ossessioni e due casi inquietanti

di Redazione web
Speciale Scuola 2030