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Pisa, illustrato l’iter per la riqualificazione dell’Arena: «Utile l’esempio Arezzo» – Tutti i passaggi da fare

di Francesca Loi

	Una veduta dall'alto dell'Arena Garibaldi
Una veduta dall'alto dell'Arena Garibaldi

Il Pisa Sporting Club in questo momento, però, sta dando priorità assoluta allo sviluppo del centro sportivo di Gagno

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PISA. Il Comune si farà trovare pronto e a questo sta già lavorando. Al momento però non è ancora pervenuta alcuna proposta formale da parte del Pisa Sc, che negli incontri interlocutori aveva prospettato all’amministrazione l’ipotesi di affidare a professionisti esterni la progettazione e la valutazione della riqualificazione dello stadio, dando però priorità allo sviluppo del centro sportivo di Gagno come sta avvenendo.

La “legge stadi”

La prima commissione consiliare ha affrontato ieri mattina (lunedì 4 maggio) il tema della "legge stadi" con riferimento particolare all’Arena Garibaldi e allo scenario che vede il Pisa interessato all’acquisto dell’impianto di Porta a Lucca o comunque a una sua concessione fino a 99 anni. Il decreto legislativo n. 38 del 2021, la cosiddetta "legge stadi", punta a favorire l’ammodernamento degli impianti sportivi attraverso procedure semplificate e modelli di collaborazione tra pubblico e privato. Nel corso della seduta (a cui hanno partecipato Luca Leone, dirigente della direzione programmazione e controllo, e Daisy Ricci, dirigente all’urbanistica) sono stati illustrati i principali passaggi previsti dalla legge, con particolare riferimento agli articoli dal 4 al 7 che disciplinano l’iter da seguire nel caso in cui un soggetto privato intenda proporre interventi di riqualificazione.

I passaggi

Il primo passaggio consiste nella presentazione al Comune di un documento di fattibilità delle alternative progettuali, corredato da un piano economico-finanziario. Successivamente spetta al consiglio comunale valutare e riconoscere l’eventuale interesse pubblico dell’iniziativa. Un ruolo centrale è affidato alla conferenza dei servizi: una fase preliminare per verificare l’interesse pubblico e una decisoria che entro 120 giorni deve esprimersi nel merito del progetto. L’interesse pubblico sarà poi ratificato dal consiglio comunale. Nel dibattito è stato richiamato il caso del Comune di Arezzo, prima amministrazione ad aver applicato concretamente la normativa: in quel caso, l’iter è giunto a conclusione a distanza di 14 mesi con progetto definitivo e convenzione che regolerà i rapporti tra Comune e società sportiva. Tale atto prevede una durata di 90 anni della concessione e del diritto di superficie gratuito a favore del concessionario sulle aree pubbliche interessate.

La situazione pisana

Per quanto riguarda la situazione pisana, è stato ricordato come l’amministrazione abbia già effettuato stime sull’impianto, includendo anche l’ipotesi di alienazione (ricordati i precedenti di Bergamo, Udine e Frosinone). Attualmente queste valutazioni sono in fase di aggiornamento, anche alla luce degli investimenti recenti effettuati dal Comune, pari a circa 1,9 milioni di euro, per adeguare lo stadio alla serie A. La perizia precedente quindi non è più valida dopo gli investimenti effettuati che modificano valori e rapporti economici. «La società è impegnata nella costruzione del centro sportivo - è stato detto in commissione - e dunque al momento non c’è urgenza sia per la prospettiva del campionato di serie B sia per la struttura dopo aver già fatto importanti interventi di adeguamento per la A. Qualora arrivi una richiesta dal Pisa, l’amministrazione è nelle condizioni di approfondire la proposta presentata. Le esperienze di Arezzo e anche di Empoli possono aiutare nella gestione di un percorso non semplice».

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