Pisa, illustrato l’iter per la riqualificazione dell’Arena: «Utile l’esempio Arezzo» – Tutti i passaggi da fare
Il Pisa Sporting Club in questo momento, però, sta dando priorità assoluta allo sviluppo del centro sportivo di Gagno
PISA. Il Comune si farà trovare pronto e a questo sta già lavorando. Al momento però non è ancora pervenuta alcuna proposta formale da parte del Pisa Sc, che negli incontri interlocutori aveva prospettato all’amministrazione l’ipotesi di affidare a professionisti esterni la progettazione e la valutazione della riqualificazione dello stadio, dando però priorità allo sviluppo del centro sportivo di Gagno come sta avvenendo.
La “legge stadi”
La prima commissione consiliare ha affrontato ieri mattina (lunedì 4 maggio) il tema della "legge stadi" con riferimento particolare all’Arena Garibaldi e allo scenario che vede il Pisa interessato all’acquisto dell’impianto di Porta a Lucca o comunque a una sua concessione fino a 99 anni. Il decreto legislativo n. 38 del 2021, la cosiddetta "legge stadi", punta a favorire l’ammodernamento degli impianti sportivi attraverso procedure semplificate e modelli di collaborazione tra pubblico e privato. Nel corso della seduta (a cui hanno partecipato Luca Leone, dirigente della direzione programmazione e controllo, e Daisy Ricci, dirigente all’urbanistica) sono stati illustrati i principali passaggi previsti dalla legge, con particolare riferimento agli articoli dal 4 al 7 che disciplinano l’iter da seguire nel caso in cui un soggetto privato intenda proporre interventi di riqualificazione.
I passaggi
Il primo passaggio consiste nella presentazione al Comune di un documento di fattibilità delle alternative progettuali, corredato da un piano economico-finanziario. Successivamente spetta al consiglio comunale valutare e riconoscere l’eventuale interesse pubblico dell’iniziativa. Un ruolo centrale è affidato alla conferenza dei servizi: una fase preliminare per verificare l’interesse pubblico e una decisoria che entro 120 giorni deve esprimersi nel merito del progetto. L’interesse pubblico sarà poi ratificato dal consiglio comunale. Nel dibattito è stato richiamato il caso del Comune di Arezzo, prima amministrazione ad aver applicato concretamente la normativa: in quel caso, l’iter è giunto a conclusione a distanza di 14 mesi con progetto definitivo e convenzione che regolerà i rapporti tra Comune e società sportiva. Tale atto prevede una durata di 90 anni della concessione e del diritto di superficie gratuito a favore del concessionario sulle aree pubbliche interessate.
La situazione pisana
Per quanto riguarda la situazione pisana, è stato ricordato come l’amministrazione abbia già effettuato stime sull’impianto, includendo anche l’ipotesi di alienazione (ricordati i precedenti di Bergamo, Udine e Frosinone). Attualmente queste valutazioni sono in fase di aggiornamento, anche alla luce degli investimenti recenti effettuati dal Comune, pari a circa 1,9 milioni di euro, per adeguare lo stadio alla serie A. La perizia precedente quindi non è più valida dopo gli investimenti effettuati che modificano valori e rapporti economici. «La società è impegnata nella costruzione del centro sportivo - è stato detto in commissione - e dunque al momento non c’è urgenza sia per la prospettiva del campionato di serie B sia per la struttura dopo aver già fatto importanti interventi di adeguamento per la A. Qualora arrivi una richiesta dal Pisa, l’amministrazione è nelle condizioni di approfondire la proposta presentata. Le esperienze di Arezzo e anche di Empoli possono aiutare nella gestione di un percorso non semplice».
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