Pisa, studentessa cade e si fa male mentre scia. I giudici «Insegnanti non responsabili»
La sentenza di Appello: ora dovrà restituire i 53mila euro pagati dall’assicurazione
PISA. Contrordine. Nessuna responsabilità degli insegnanti nella caduta, con lesioni serie, per una studentessa impegnata a sciare sulle piste dell’Abetone. La sentenza della Corte d’Appello riforma alla radice il verdetto del Tribunale di Pisa con cui era stata condannata l’assicurazione del liceo scientifico Dini a risarcire la ragazza finito ko sulle piste innevate della montagna pistoiese.
Ora l’ex studentessa – il fatto è del 4 febbraio 2008 – deve restituire 53mila euro all’assicurazione oltre a pagare almeno 20mila euro di spese legali alla compagnia e al ministero dell’Istruzione.
Il caso ha avuto diversi pronunciamenti, fino alla Cassazione, che, con un’ordinanza, aveva rimandato nel merito un ulteriore giudizio. L’allora 16enne si fece parecchio male alla gamba sinistra mentre sciava sulla pista “Pulicchio”. Era la culpa in vigilando attribuita agli insegnanti la contestazione all’origine della causa. La sentenza d’appello ribalta l’onere della responsabilità azzerandola per il fronte scolastico.
«Se è chiaro e confermato dall’istruttoria espletata che la caduta non fu originata da alcun ostacolo presente nella pista, né da soggetti terzi interagenti con la ragazza che sciava, è rimasta del tutto ignota sia la causa della caduta sia l’esatto luogo in cui avvenne» affermano i giudici di secondo grado.
Tutti gli insegnanti sentiti come testimoni hanno confermato che i ragazzi erano stati autorizzati a sciare dalle 9,30 alle 12,30, ma solo in alcune piste da loro individuate. Gli studenti erano stati divisi in piccoli gruppi, ciascuno dei quali sciava nella stessa pista con uno degli insegnanti accompagnatori.
«Non si ritiene che la parte attrice (l’ex studentessa, ndr) abbia assolto, neppure in via presuntiva, all’onere di fornire la prova del nesso causale tra il danno subito a seguito della caduta ed il dedotto inadempimento della necessaria vigilanza da parte dell’istituto scolastico – chiarisce la sentenza –. Dunque, per quello che risulta dagli atti non sussistono i presupposti per affermare che il non aver vietato agli studenti di sciare abbia integrato una condotta omissiva delle doverose cautele, tanto più che l’attività risulta essere avvenuta con modalità organizzative conformi al dovere di vigilare gli studenti, in proporzione sia alle condizioni di fatto, sia all’età dei ragazzi».
La ragazza, viene sottolineato, praticava sci da anni e si era iscritta alla gara organizzata dalla scuola.
«Il tipo di vigilanza posto in essere – ovvero con gli alunni che sciavano in piste regolarmente aperte, di media difficoltà, suddivisi in piccoli gruppi, ciascuno con un insegnante che sciava insieme al gruppo affidatogli - è pertanto da ritenere adeguato al caso concreto, ed in particolare, per quanto riguarda la fattispecie in questione, all’età e alle capacità sciistiche dell’infortunata». Tradotto: deve restituire 53mila alla Italiana Assicurazioni pagando anche oltre 20mila euro di spese di lite.l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
