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Referendum, un’ondata di No sull’intera provincia di Pisa: spicca il dato del capoluogo, "sorprese" nei comuni di centrodestra

di Francesco Loi

	Le operazioni di scrutinio (foto Stick)
Le operazioni di scrutinio (foto Stick)

A livello provinciale affermazione netta del No con il 58,36% contro il 41,64% del Sì

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PISA. Se il referendum sulla giustizia ha avuto un esito su scala nazionale già ben definito a favore del No (qualcosa più del 53%) sin dall’inizio dello scrutinio, a livello provinciale pisano l’affermazione è stata ancora più netta con il 58,36% contro il 41,64% del Sì.

Tra voto d’opinione sul governo Meloni, eventuali implicazioni anche sulle amministrazioni locali (molto più difficili da cogliere) ed espressioni più circostanziate sui temi propri del quesito referendario, a Pisa e provincia il distacco è stato evidente. In particolare nel capoluogo dove il No è arrivato oltre il 64%.

Affluenza

Già i numeri sull’affluenza, a partire da quelli parziali di domenica, avevano dato un’indicazione netta sull’interesse alla partecipazione. E lo schieramento del No aveva colto, per la sua parte, il segnale positivo che ne derivava. Il dato finale della provincia di Pisa sull’affluenza (66,92%) è in linea con quello della regione (66,27%), anzi leggermente superiore, e di diversi punti percentuali più alto di quello nazionale (58,93%).

A livello comunale l’affluenza maggiore si è registrata a Calci con il 71,73%. A seguire il capoluogo: Pisa è il secondo comune della provincia a superare quota settanta per cento (70,32%), a testimonianza dell’interesse sia politico in generale che a livello di categorie professionali relativamente ai contenuti tecnici del quesito referendario. Dentro la fascia del 69 per cento si trovano poi Palaia (69,22%), San Giuliano Terme (69,97%), Santa Luce (69,25%) e Volterra (69,93%). Invece, tra i comuni, con l’affluenza più contenuta, si trovano Riparbella (60,41%), Santa Croce (60,96%) e Santa Maria a Monte (60,54%). Dunque, con l’eccezione del capoluogo, dove le dinamiche sono più articolate, l’affluenza più alta si è avuta nei territori a guida centrosinistra rispetto a quelli a guida centrodestra.

Risultati

L’affermazione del No nella provincia di Pisa è trasversale e sostanzialmente omogenea. L’area pisana e la Valdera spostano la bilancia anche laddove, in comuni a guida centrodestra, i big politici si erano spesi a favore del Sì. Fa rumore il capoluogo con il No oltre il 64 per cento. Non c’erano molti dubbi su questo esito a San Giuliano, Calci, Vecchiano, Cascina, Buti e Vicopisano. E infatti le cifre ufficiali lo confermano. Più incertezza in Valdera, ma anche i comuni con colore politico che riflette il governo nazionale hanno visto prevalere il No, come nel caso di Casciana Terme Lari, Ponsacco e Terricciola.

Nella zona del Cuoio invece l’abbinamento Sì-centrodestra resiste, con successi a Castelfranco, Santa Croce e Santa Maria a Monte. Nessuna sorpresa a San Miniato, più combattuta la sfida a Montopoli, pur vinta dal No. Nell’Alta Valdicecina poche storie, con il No che s’impone largamente a Volterra, Pomarance e Castelnuovo, ma anche a Montecatini.


 

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