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Dalla Toscana ai campi profughi saharawi: la missione umanitaria che porta cure e speranza in Algeria

di Redazione web

	I volontari impegnati nella missione
I volontari impegnati nella missione

La missione “Ciliegi nel Deserto”, promossa dall’associazione MAM, partirà il 26 marzo per portare assistenza medica e supporto socio-sanitario a una popolazione che vive da oltre cinquant’anni in condizioni di esilio e forte precarietà

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PISA. Da Pisa alla frontiera del Sahara Occidentale. Cinque volontari toscani prenderanno parte alla missione umanitaria “Ciliegi nel Deserto”, promossa dall’associazione MAM – Medicina e Assistenza ai Margini, che dal 26 marzo al 4 aprile raggiungerà i campi profughi saharawi di Tindouf, in Algeria: Matilde Neri, Gaetano Maria Celardo, Martina Casini, Agnese Neri e Ilaria Accorinti.

Cure mediche e assistenza

La missione porterà assistenza medica e supporto socio-sanitario a una popolazione che vive da oltre cinquant’anni in condizioni di esilio e forte precarietà. L’obiettivo è garantire cure mediche, sensibilizzare sulla causa del popolo saharawi e portare presenza concreta, con competenza e responsabilità. Durante la permanenza nei campi, il team sanitario effettuerà visite e diagnosi, con particolare attenzione alle patologie croniche e alle condizioni legate alla vita nei campi profughi. Complessivamente, partiranno con la missione quattro quintali di medicinali, dispositivi medici e beni essenziali, frutto di donazioni e del lavoro di raccolta e preparazione dei volontari.

I medici toscani

«Essere presenti in questa missione significa portare non solo cure, ma anche ascolto e attenzione – dichiara la vicepresidente di MAM, Ilaria Accorinti, neuropsichiatra Infantile presso la Fondazione Stella Maris di Pisa – Per noi, specializzandi e professionisti della Fondazione, è un motivo di orgoglio contribuire concretamente al progetto. Dal 2023 docenti della scuola di specializzazione in Neuropsichiatria Infantile di Pisa come la prof.ssa Battini, la dott.ssa Milone ed il dott. Bartolini, affiancano un gruppo di giovani medici nella preparazione della missione fornendo supporto teorico-organizzativo e aiuto decisionale dalla distanza per i casi clinici più complessi. Ogni aiuto e atto di partecipazione si trasformano in assistenza sul campo e la nostra presenza rappresenta un gesto di vicinanza e solidarietà verso chi vive in condizioni difficili da decenni».

Coinvolti 70 bambini

Nel corso della missione, 70 bambini con disturbi neuropsichiatrici effettueranno visite specialistiche, con esecuzione di un EEG quando necessario, mentre i genitori di questi bambini parteciperanno a brevi corsi sulla promozione dello sviluppo neuropsichico in contesti a basse risorse come i campi saharawi; 20 insegnanti delle scuole primarie seguiranno un programma di formazione sui principali disturbi neuropsichiatrici e sulla loro gestione in ambito scolastico. Inoltre, 210 adulti con diabete riceveranno valutazioni cliniche complete, con visite generali, cardiologiche, neurologiche, oculistiche e indicazioni dietetiche adeguate.

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