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Sversamenti a Cisanello, l'Aoup: «Un caso isolato, tubature ostruite accidentalmente»

di Lorenzo Carducci
Sversamenti a Cisanello, l'Aoup: «Un caso isolato, tubature ostruite accidentalmente»

La risposta dell'Azienda ospedaliero universitaria sulla perdita di liquidi all’edificio 200: «Impianti a norma»

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PISA. Secondo l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, all’edificio 200 dell’ospedale di Cisanello non c’è nessuna emergenza legata agli sversamenti di solventi e sostanze tossiche. Gli impianti, così come rinnovati, funzionano e sono a norma. E il caso della nuova fuoriuscita di liquidi esalati e inalati lunedì da una lavoratrice del laboratorio di anatomia patologica che si è dovuta rivolgere al pronto soccorso, episodio denunciato dall’Usb di Pisa e anticipato da Il Tirreno nell’edizione di ieri, non sarebbe che una fatalità.

Questi i principali elementi contenuti nella comunicazione con cui l’Aoup risponde al sindacato che prima di Natale aveva già denunciato i rischi corsi dal personale dell’edificio a causa degli sversamenti – tra ottobre e dicembre sette operatori avevano avuto bisogno delle cure del pronto soccorso – e che dopo l’ultimo episodio di lunedì ha presentato un esposto in Procura. Ma l’azienda «smentisce categoricamente alcune affermazioni non corrispondenti alla realtà dei fatti».

«L’episodio riportato, riscontrato nella mattina del 16 febbraio prima dell’avvio del normale turno di lavoro, è consistito in uno sversamento di liquido da una delle apparecchiature usate nell’unità operativa di anatomia patologica 1 dell’azienda – spiega l’Aoup – Le competenti strutture del dipartimento tecnico prontamente intervenute sul luogo, hanno rinvenuto in una delle tubazioni di scarico della macchina, che portano i liquidi delle lavorazioni in una cisterna ubicata esternamente rispetto ai locali, del materiale che ne ha ostruito il regolare deflusso: un vetrino da laboratorio e del materiale cartaceo. Trattasi pertanto di evento isolato e non riconducibile a malfunzionamenti degli impianti della struttura, che negli ultimi mesi sono stati completamente revisionati e così pure i macchinari utilizzati nelle diverse fasi di processazione. In tale lasso di tempo, la competente struttura aziendale deputata alla garanzia della sicurezza sui luoghi di lavoro ha eseguito controlli continui e rilevazioni negli ambienti interessati, certificandone l’assoluta rispondenza ai più rigorosi standard di sicurezza. Il 16 febbraio tali standard sono stati verificati anche dal locale comando dei vigili del fuoco, che, a tal fine, ha utilizzato i propri strumenti di misurazione. In ogni caso, su loro indicazione, sono state adottate ulteriori misure atte a impedire il futuro verificarsi di eventi ostruttivi delle tubature, fermo restando che impianti e macchinari, ancor prima dell’ultimo evento, risultavano pienamente conformi alle vigenti normative in tema di sicurezza».

L’azienda difende quindi il proprio operato a tutela della salute dei lavoratori. E di averlo anche già illustrato ai sindacati. «Sempre nella giornata del 16 Febbraio – riprende la nota – in un incontro con le rappresentanze sindacali di tutte le categorie professionali legittimate, nonché con i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls), la Direzione Aziendale e lo stesso Responsabile del servizio prevenzione e protezione (Rspp) hanno fornito tutti i chiarimenti richiesti, illustrando ogni provvedimento adottato per rimuovere le criticità occorse nelle ultime settimane e dando conto dei risultati delle rilevazioni effettuate negli ambienti, in un clima di fattiva, leale e trasparente collaborazione». L’Aoup tiene poi a «ringraziare le lavoratrici, i lavoratori e le rappresentanze sindacali, nonché i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, per la fiducia accordata alla direzione aziendale e per aver compreso che nulla si è trascurato per assicurare condizioni lavorative di piena sicurezza in un contesto logistico certamente “difficile”, comunque destinato ad essere abbandonato all’esito della conclusione dei lavori di costruzione del Nuovo Santa Chiara».

Sulla questione degli sversamenti interviene anche Diritti in comune: Una città in comune - Rifondazione Comunista. Nell’esprimere «piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori che, nonostante le difficoltà, continuano a svolgere con dedizione il proprio lavoro, garantendo la diagnostica e dunque la tutela della salute dei pazienti», il gruppo politico annuncia che intraprenderà «anche in consiglio comunale tutte le iniziative necessarie per sollecitare l’Aoup a intervenire su una situazione che non è più sostenibile».

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