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Pisa, scarcerato rapinatore seriale: i colpi davanti ai supermercati

di Lorenzo Carducci
Pisa, scarcerato rapinatore seriale: i colpi davanti ai supermercati

Ai domiciliari il 40enne accusato di aver derubato dieci donne

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PISA. Il giorno dopo che era stato arrestato in flagranza dalla polizia per aver rubato a una 59enne la borsa dal sedile dell’auto vicino alla Coop in via Chiassatello – e poi aver opposto resistenza agli agenti che cercavano di fermarlo – il giudice per le indagini preliminari aveva emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per la sfilza di reati predatori dei mesi precedenti.

Dieci donne derubate

Tutti avvenuti dallo scorso ottobre in poi a Pisa, in prossimità di vari supermercati e nei confronti di donne sole, spesso anziane. Altre due rapine, sette furti di cui quattro con strappo (in tutto dieci donne derubate) e quattro utilizzi indebiti di carte di credito. Per questi motivi il 40enne tunisino senza fissa dimora in città era stato portato nel carcere di Pisa Don Bosco.

Il nuovo provvedimento

Una misura che tuttavia il tribunale del Riesame di Firenze ha deciso di attenuare, accogliendo l’istanza dell’avvocata Arianna Tabarracci. Il provvedimento adottato ieri, mercoledì 18 febbraio, dal tribunale delle libertà dispone nei confronti dell’uomo la misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico nell’abitazione della sorella, a Torino. La città che ha lasciato per venire a Pisa a lavorare come operaio addetto alla manutenzione stradale, trovando sistemazione a casa di un conoscente, per poi essere accusato di furti e rapine.

Nuovo processo

Oggi, giovedì 19 febbraio, di fronte alla giudice monocratica Beatrice Giovannetti proseguirà in rito direttissimo il processo per i fatti del 2 febbraio, gli ultimi della serie di reati che gli vengono contestati. La legale del 40enne è intenzionata a chiedere il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica nei confronti del suo assistito.

L’uomo soffrirebbe di alcuni disturbi e per vari motivi nell’ultimo periodo avrebbe smesso di curarsi. Ancora da capire quale sarà di preciso l’intreccio processuale con tutti gli altri episodi a suo carico, che hanno portato all’ordinanza di custodia cautelare.

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