Economia
Pisa, le rubano la bici davanti alla caserma mentre racconta ai carabinieri la rapina subita dalla madre
La vittima del furto è la figlia dell’anziana aggredita e scippata pochi giorni fa: «Servono più pattuglie e videosorveglianza»
PISA. Si trovava all’interno della stazione dei carabinieri di porta a mare quando le è stata rubata la bici che aveva “parcheggiato” alla ringhiera dell’edificio militare. Un furto che ha quasi dell’incredibile quello che ha avuto come vittima la figlia dell’anziana che pochi giorni fa era stata seguita e rapinata in via Porta Dolfi.
La signora si trovava all’interno della stazione dei carabinieri di via Conte Fazio proprio per riferire sulla vicenda che aveva riguardato la madre. La bicicletta era stata appoggiata alla recinzione esterna, senza lucchetto e con una borsa con una spesa del valore di poche decine di euro sul portapacchi posteriore.
Quando la donna è uscita, dopo circa dieci minuti, della bicicletta non c’era più alcuna traccia. Non le è rimasto che far altro, dunque, che rientrare all’interno e informare i carabinieri di quanto era accaduto.
I militari hanno immediatamente visionato le immagini della telecamera di sorveglianza che riprende l’ingresso della stazione. Hanno potuto così vedere un soggetto arrivare a bordo di una bicicletta, scendere e appropriarsi del mezzo della donna, per poi risalire in sella e allontanarsi, portando con una mano la bicicletta appena rubata. Una “fuga” che, però, è durata poco. Proprio mentre la signora stava stilando il verbale di denuncia del furto, una pattuglia dei carabinieri di porta a mare, uscita per rintracciare l’autore del reato, l’ha trovato nella zona di Corte Sanac.
Da parte della involontaria protagonista della vicenda resta tanta amarezza per quanto avvenuto, a pochi giorni di distanza dalla disavventura della madre: «Nell’atto depositato ho chiesto esplicitamente al Comune di Pisa di assumersi la propria responsabilità: potenziare l’illuminazione pubblica, rafforzare la videosorveglianza, garantire pattugliamenti costanti e visibili. Non interventi spot, ma una strategia strutturata. È inaccettabile che i cittadini non siano al sicuro nemmeno davanti alle forze dell’ordine».
