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San Silvestro

Sì alle candele, no alla carta: il maestro del galateo svela i segreti per un cenone di Capodanno perfetto

di Paola Silvi

	Stefano Agnoloni
Stefano Agnoloni

Ecco la guida ideata per i lettori del Tirreno da Stefano Agnoloni, personaggio televisivo ed esperto del ben comportarsi a tavola

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Se gli invitati sono meno di dieci è da preferire un'apparecchiatura seduta. Se invece superano le 15 persone si può optare anche per un buffet, una tavola importante imbastita di pietanze e antipasti da gustare freddi mentre quelle calde dovranno essere presentate solo al momento giusto e un tavolo più piccolo per i bicchieri, le posate e i piatti.

Così parlò il bon ton che non può essere trascurato per il cenone di San Silvestro. Così consiglia il maestro sanminiatese del galateo Stefano Agnoloni che fin da piccolo respira le regole del trattato cinquecentesco scritto da Giovanni Della Casa e, negli ultimi anni da passione le ha trasformate in professione.

Perché questa arte delle buone maniere, l'esperto di lifestyle non solo l'ha traghettata in tv, in programmi come “Selfie” a fianco di Simona Ventura e “C'è posto per 30?” insieme a Max Giusti ma anche, come docente, all'interno dell'Accademia italiana Yacht Etiquette di Viareggio.

E, per festeggiare in maniera impeccabile il Capodanno Agnoloni ci regala delle dritte per essere eleganti e ricercati mentre salutiamo l’anno vecchio e accogliamo quello nuovo.

«Diciamo che sapere l’a-b-c del bon ton, anche ai giorni nostri, evita di fare brutte figure ma soprattutto mi piace ricordare che la prima regola del galateo riguarda il rispetto per gli altri, mettere tutti a proprio agio e saper ascoltare. Non c'entra insomma l'appartenenza o meno a un determinato ceto sociale», esordisce l’eclettico professionista che ha esordito nel negozio Blanc Mariclò ma insegna in giro, pure per le dimore nobili toscane, l’arte della tavola.

E se la mise en place di Capodanno deve essere impeccabile si parte dal brindisi di benvenuto «che va servito – spiega Agnoloni - appena arrivano i primi ospiti».

E poi c’è il capitolo fondamentale che riguarda la tavola, con la scelta della palette dei colori per la tovaglia. «Il suggerimento va sulle tinte unite, giocando sul monocolore, sulla raffinatezza di un nero o di un blu. Vanno bene anche le stoffe glitterate perché – aggiunge – c'è bisogno di speranza e nastri per i tovaglioli».

Sì alle candele, che in queste occasioni non sono mai troppe e che possono dimostrarsi molto versatili nell’utilizzo che se ne fa. «Si possono usare sia per decorare la tavola sia disporle qui e là per creare atmosfera. Un tocco di classe è dato dal centrotavola che però una volta collocato ma non va mai tolto. Se c'è poco spazio meglio un dettaglio da lasciare e magari una composizione più importante da collocare in soggiorno e realizzare con frutta e fiori. L'uva è di buon auspicio e non deve mancare, abbinata spesso a rami d'abete».

E chi chic allestisce, mai dovrà mettere per l'ultima cena dell'anno piatti di carta. «Facciamo uno strappo alla regola e tiriamo fuori – dice – il cosiddetto servito buono. Tra i bicchieri deve esserci la flute, da riscoprire anche le coppe di champagne».

Un occhio di riguardo poi alla sostenibilità. «Non esageriamo con il cibo: poco ma buono. Per evitare gli sprechi e non correre il rischio dell'ostentazione. Anche negli addobbi infine ci vuole sobrietà. No assoluto ai fuochi d'artificio e ai botti. Ricordiamoci – aggiunge il maestro – degli animali che fanno parte integrante della famiglia e la musica va diffusa con accortezza, evitando di disturbare i vicini».

L'esperto di bon ton suggerisce pure di non presentarsi con le mani vuote, se invitati. «Se la cena è formale – specifica - è necessario un pensiero per la casa, come una candela. Se invece abbiamo confidenza con i padroni di casa possiamo portare una bottiglia».

E infine una parentesi sull’abbigliamento. «Anche in un contesto domestico, una serata speciale come Capodanno merita eleganza. Per capirci: niente tuta o jeans, ma qualcosa di nuovo o qualcosa che brilla – chiosa Agnoloni – per augurare un 2025 felice».

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