Il Tirreno

Pisa

La protesta

«Via i violenti da piazza Dante». Pisa, mille firme per la sicurezza

di Sabrina Chiellini
«Via i violenti da piazza Dante». Pisa, mille firme per la sicurezza

Consegnate alla questura dopo il pestaggio dello studente-barista

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PISA. «Piazza Dante è un luogo di ritrovo per giovani, tra loro anche molti minorenni, e tale deve restare. Non possono essere pochi bulli a toglierci la possibilità di incontrarci in una delle piazze più belle del centro». È passata una settimana da quando lo studente-barista di 18 anni Zackaria Oubamou è stato pestato senza motivo in piazza Dante. Ha ancora un occhio tumefatto ma questo non gli impedisce di impegnarsi per altri ragazzi che, come lui, la sera si danno appuntamento nel centro storico di Pisa, nelle strade e nelle piazze vicine all’università. Così anche Zackaria, con il fratello e altri familiari, ha preso parte alla marcia silenziosa che Gerardo Torluccio, titolare del bar “Casino dei Nobili”, dove lavora il giovane aggredito, ha organizzato insieme alle madri di alcuni ragazzini, preoccupate per i ripetuti fatti di violenza accaduti in piazza Dante. La marcia, a cui hanno partecipato quasi duecento persone, si è conclusa con la consegna di un migliaio di firme a un rappresentante della questura, che ha preso parte all’iniziativa. Lo scopo è sempre lo stesso: fare in modo che il centro resti vivibile e non diventi “ostaggio” di pochi violenti. «Chi mi ha aggredito lo ha fatto senza motivo – aggiunge il 18enne – è successo a me come ad altri ragazzi».

Una violenza fine a se stessa, stando ai racconti. «Fanno così – raccontano gli amici di Zackaria – aspettano che ci siano tante persone nella piazza, scelgono a caso chi colpire. Si avvicinano, gli danno una spallata. È questo uno dei modi più frequenti per poi fare iniziare una rissa o un pestaggio vero e proprio. Non possiamo andare avanti così. Anche perché chi fa questi gesti è conosciuto, ha altre denunce, non dovrebbe tornare nella piazza dove noi andiamo per stare insieme e divertirci».

C’è il timore che un’altra zona della città, dopo i problemi del quartiere della stazione ferroviaria, possa sfuggire al controllo. Da qui la richiesta al questore, che nei giorni scorsi ha incontrato alcune mamme dei ragazzi pestati da una baby gang. «Come genitori preoccupati ed indignati per i violenti accadimenti che hanno riguardato nostri figli nelle scorse settimane e più volte ripetutisi in piazza Dante e nelle vie limitrofe» si legge nella petizione, sottoscritta in meno di una settimana da un gran numero di cittadini. E ancora: «Pensiamo che i nostri ragazzi abbiano il diritto di frequentare con i loro amici le piazze della propria città, godendosela, in sicurezza, come si impone alla loro età. Siamo fiduciosi, pertanto, in una risposta ferma ed esemplare nei confronti di ciò che è accaduto, come esortazione ai nostri ragazzi a non cedere alla rassegnazione». Da qui la richiesta di un intervento incisivo da parte delle forze dell’ordine «per ovviare a questa triste situazione, indegna per una città che da secoli ha fatto dei ragazzi, anche universitari, la propria forza».

La marcia silenziosa è partita da Borgo per arrivare in piazza Dante. «Era doveroso farla – dice Torluccio, che incontriamo davanti al suo bar – Zackaria è un bravo ragazzo, lo conosco da tempo. Studia e lavora, ha allenato anche i bambini di 6 anni della Freccia Azzurra, quello che è successo non può passare nel silenzio, questo è il momento di intervenire per la sicurezza della città. La raccolta di firme è stata promossa da alcune mamme e firmata da mille persone in poco tempo. Un ulteriore segno di quanto il problema sia sentito».

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