Il presidio
Pisa, da recuperi storico-artistici al rischio di scatole vuote: il destino dei progetti Piuss (costati milioni di euro)
Si tratta di interventi finanziati tra il 2009 e il 2014 con risorse europee e stanziamenti comunali: dalla Torre Guelfa agli Arsenali Repubblicani, ecco come sono utilizzati
PISA. Grandi recuperi e scatole vuote. Almeno parzialmente e almeno per ora (ma ormai da un po’ di tempo). Sembra il destino di alcuni dei più importanti interventi finanziati con i fondi Piuss 2009-2014 (giunta Filippeschi), sorta di antesignani del Pnrr, tra risorse europee veicolate dalla Regione e stanziamenti comunali, per un totale non lontano dai 35 milioni di euro complessivi.
All’esterno, in diversi casi, una necessaria rinfrescata e una valorizzazione di beni culturali che rappresentano la storia della città. Dentro, a distanza di anni, una realtà diversa: progetti mai partiti, cancelli chiusi, punti interrogativi permanenti.
Un tema riproposto pochi giorni fa, quando la commissione consiliare ha visitato il bastione del Parlascio (progetto sostenuto dalla Fondazione Pisa, legato al Piuss di recupero delle mura), ormai pronto per l’inaugurazione. «Rimangono purtroppo alcuni dubbi sulla reale funzione e utilizzo di questa struttura», ha detto il consigliere Marco Biondi (Pd), facendo riferimento soprattutto al museo che dovrà riempire e rendere attivi gli spazi interni del bastione (più chiara la sua funzione di ulteriore punto di salita e discesa dal camminamento in quota sulle mura).
Però il caso non è isolato. Uno dei recuperi più apprezzati è stato quello della Torre Guelfa, simbolo dell’area della Cittadella: il suo fortilizio avrebbe dovuto essere un contenitore di iniziative, mentre per alcuni avrebbe dovuto ospitare il museo civico della città, invece viene utilizzato (molto) sporadicamente.
Meglio gli Arsenali Repubblicani che si trovano di fronte, dopo qualche anno di evidenti vuoti: ora accolgono convegni, mostre, incontri, probabilmente approfittando (a proposito di problematiche cittadine) dell’assenza di un vero Palazzo dei Congressi.
Delle situazioni più complesse, quelle della Cittadella Galileiana (praticamente al palo) e delle ex Stallette (a dir poco sottoutilizzate), scriviamo in queste pagine.
Nell’insieme avrebbero dovuto essere, come da progetto, il polo cultural-turistico più attrattivo della città oltre piazza del Duomo, unito al Museo delle navi romane. Ma così proprio non è.
Certo, ci sono anche esempi positivi, come le Officine Garibaldi di via Garibaldi (iniziativa della Provincia di Pisa). E senza dimenticare anche difficoltà oggettive. La prima giunta Conti aveva tentato la strada di un bando pubblico per dare in concessione Arsenali Repubblicani, fortilizio e Torre Guelfa. Risultato: zero proposte, anzi una. Ma ritenuta non idonea.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
