Progetti Piuss, il punto sulla nuova “Città del cinema”: «Ex Stallette sottoutilizzate e depotenziate»
L’esperienza di Manifatture Digitali con la Film Commission. In pratica, ora, su quel luogo iconico aleggia un punto interrogativo. «Se non altro è oggi sottoutilizzato e depotenziato»
PISA. «Doveva rappresentare il luogo iconico per il rilancio di una Pisa “Città del cinema” che in effetti stava portando negli anni scorsi diverse produzioni a scegliere Pisa quale set cinematografico», dice Sergio Piane a proposito, tra i luoghi riqualificati grazie ai fondi Piuss durante l’amministrazione Filippeschi, delle ex Stallette divenute “Manifatture Digitali Cinema-Pisa” grazie a un progetto finanziato dal Fondo “Sensi Contemporanei” del Mise (ministero delle Imprese) su iniziativa congiunta dell’amministrazione comunale con la Regione Toscana attraverso Toscana Film Commission.
Ma evidentemente c’è un “ma”. In pratica, ora, su quel luogo iconico aleggia un punto interrogativo. «Se non altro è oggi sottoutilizzato e depotenziato», aggiunge Piane in qualità di segretario comunale di Azione Pisa. Piane però è anche un esperto del settore che ha seguito in precedenti esperienze professionali e anche di recente, con Alkedo Produzioni, ha avuto modo di collaborare con Manifatture Digitali.
«Quale sia l’uso oggi di quegli spazi, quali le intenzioni dell’amministrazione comunale – dice – è un interrogativo che ci poniamo e sul quale auspichiamo un rilancio del dibattito cittadino che coinvolga le imprese della filiera cinema, le forze politiche, l’amministrazione comunale e la stessa Regione (Toscana Film Commission)».
La riqualificazione di spazi di pregio della città in stato di abbandono «ha rappresentato per Pisa – aggiunge – una parte essenziale di quello che è definibile come il più importante e ampio progetto di valorizzazione urbana dal dopoguerra a oggi, frutto di una visione organica di sviluppo della città che aveva individuato nella filiera del sapere, nel turismo e nella valorizzazione del patrimonio storico artistico gli assi principali per la crescita economica, sociale e culturale di Pisa. Riconosciamo all’amministrazione Conti il merito di aver dato continuità a quelle azioni, completando o attuando recuperi importanti (Bastione del Parlascio, Bastione del Barbagianni, parco urbano dello Stampace), ma al contempo ci chiediamo se tutto questo avviene in una visione di sviluppo di insieme, se c’è una progettualità per l’utilizzo dei beni recuperati e se questa progettualità è frutto di una visione organica e condivisa, e non piuttosto di interventi spot, utili più al consenso che non allo sviluppo della città».
«Come Azione – dice Piane – chiediamo all’amministrazione se in questa visione d’insieme trova ancora spazio l’idea di dare opportunità all’industria della cultura e a filiere tradizionalmente presenti a Pisa, come quella del cinema, e invitiamo l’amministrazione a rilanciare un confronto sull’utilizzo dell’area che comprende le ex Stallette e gli ex Vecchi Macelli. Un’area che può ancora recuperare la sua funzione strategica per il rilancio della filiera dell’audiovisivo grazie all’importanza che le tecnologie digitali hanno acquisito oggi nelle metodologie di produzione (dai virtual studio ai sistemi di automazione delle strumentazioni utilizzate sui set, alle tecnologie green e a basso impatto ambientale)».
«Pisa – conclude – può diventare un hub nazionale per la ricerca sull’innovazione digitale nella filiera dell’audiovisivo e può riacquisire quel ruolo che le spetta per tradizione, competenze, potenziale tecnologico. Forse è l’ultima occasione per ridare vita a quello che non è un sogno, ma una legittima aspettativa. Auspichiamo una simile riflessione, attraverso percorsi condivisi, anche per altri spazi come i Bastioni e come Azione avanzeremo alcune proposte progettuali, invitando le altre forze politiche al confronto con iniziative di quartiere».l
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