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Marina di Pisa devastata un’altra volta: perché le protezioni non funzionano e l’incubo di chi qui vive e lavora – Video

di Roberta Galli

	Marina dai Pisa: la devastazione dopo la mareggiata (foto Fabio Muzzi)
Marina dai Pisa: la devastazione dopo la mareggiata (foto Fabio Muzzi)

Il mare invade l’abitato spinto dal libeccio a 112 all’ora: danni e allagamenti. I commercianti: «Non si può andare avanti così, subito una raccolta firme da portare a Mattarella»

03 dicembre 2023
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PISA. «Non si può andare avanti così. Occorrono interventi urgenti. Vogliamo fatti e non parole. Le celle 4 e 5 sono incomplete e non più in grado di arginare la forza del mare e io sono pronta a rivolgermi anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con una petizione, affinché la politica dia risposte al più presto». Simona Rindi, presidente del Centro commerciale naturale di Marina, aderente a Confcommercio, si fa portavoce della rabbia del Litorale dopo l'ennesimo disastro causato dalla mareggiata.

L’imprenditrice è in piedi dall’alba per aiutare colleghi e vicini di casa a posizionare i sacchi di sabbia e le paratie davanti agli ingressi di case e negozi. «Già venerdì sera – ci dice Rindi – il quadro non prometteva niente di buono e alle prime luci del giorno si è scatenato l’inferno». E così, Simona Rindi, titolare di una attività sul lungomare, ieri mattina ha assistito impotente, di nuovo nel giro di un mese, alla furia del vento e del mare che ha messo in ginocchio la parte nord dell’abitato e una porzione di quella sud, dove la furia dei marosi ha finito di devastare i Bagni Foresta, Toto e La Riva, già pesantemente danneggiati il 3 novembre scorso.

Le raffiche di Libeccio che hanno raggiunto i 112 chilometri orari non hanno lasciato scampo, alzando muri di acqua che si sono abbattuti sul lungomare e da qui hanno raggiunto piazza Sardegna, piazza Viviani e via Maiorca, il centro economico del paese, straformato ancora una volta in un fiume in piena. Allagate anche via Barbolani, via Tullio Crosio, piazza Viviani, via Moriconi, via Duodi e piazza Sardegna. Danni ingentissimi di nuovo, mentre la rabbia corre di bocca in bocca tra i residenti e gli operatori commerciali. «Scriveremo una petizione con le firme di chiunque voglia darci una mano – spiega Rindi - da Marina a Pisa, passando per la provincia, senza nessun colore politico da inviare al presidente della Repubblica, al presidente della Regione e al sindaco di Pisa, perché la politica si deve svegliare. Noi marinesi non possiamo vivere con il terrore del maltempo. Non può una libecciata e una mareggiata ogni volta metterci a terra. Bisogna guardare in faccia la realtà: le dighe in mare in alcuni punti – conclude Simona Rindi – non sono più in grado di fare il loro lavoro. Le celle 4 e 5 sono incomplete, funzionano solo le spiagge di ghiaia che questa volta hanno retto. Neanche il new jersey messo a protezione degli scogli ha fermato la furia del mare che è entrato ovunque».

Ad essere finita sott’acqua, come era accaduto un mese fa, è buona parte della zona nord dell’abitato, quella a ridosso del porto. In via Maiorca il livello del mare ha raggiunto in alcuni punti anche i 50 centimetri di altezza, mettendo in ginocchio attività commerciali e abitazioni al piano terra. Un evento eccezionale che gli anziani del paese a memoria non ricordano di aver mai visto, ma che eccezionale comincia a non essere più.

In prima linea ieri mattina anche Mariangela Mori, titolare della libreria Civico 14 di via Maiorca, già uscita con le ossa rotte all’alluvione del novembre scorso quando l’acqua la colse impreparata. Risultato: un discreto numero di libri risposti sui ripiani più bassi finirono nei sacchi della spazzatura. «Adesso ho messo dei palloni di plastica alle porte, speriamo che tengano. Viviamo in un paese sotto assedio di vento e acqua marina – spiega Mori – ma se non trovano un rimedio veloce, sono problemi enormi, soprattutto per noi commercianti con le nostre attività ancora una volta allagate, con danni ingenti».

La furia del mare ha finito per colpire di nuovo anche il Bar Pirata in piazza Viviani. Andrea Borelli non ha più parole per descrivere la situazione drammatica in cui si è ritrovato a rivivere nel giro di trenta giorni. «Non abbiamo neanche la luce – racconta l’imprenditore – e siamo costretti a togliere l’acqua con i secchi, un’impresa complicata».

Tra i primi a prestare soccorso anche Yuri Bianchi, titolare del Bagno Calypso e vigile del fuoco discontinuo, marinese doc, nato e cresciuto sul litorale. «Ancora una volta – racconta – assistiamo ad un devastazione senza fine». Anche Luca Ravagni, presidente di ConfLitorale e titolare della cartoleria Il Birillo di Marina è molto preoccupato. «Questo è un fenomeno non più eccezionale – afferma Ravagni – occorrono interventi urgentissimi». La furia del vento e dal mare hanno finito per infliggere danni ingenti anche allo stabilimento balneare La Riva nella parte di sud dell’abitato, dove è volata in mezzo alla strada la tettoia della sala estiva adibita a ristorante. «Siamo in ginocchio – racconta il titolare Alvaro Alessandri – il mare non è più quello di prima, occorrono provvedimenti, le parole non servono più». Nel pomeriggio, quando il mare ha cominciato a ritirarsi, è iniziata l’ennesima conta dei danni.



 

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