Antonio Logli colleziona un'altra condanna: deve pagare 20mila euro ai parenti di Roberta
Sono le spese legali dopo il no a una nuova udienza per la revisione del processo
PISA. Non solo non ci sarà un’altra udienza per la revisione del processo concluso – conferma in tre gradi di giudizio – con la condanna a 20 anni in abbreviato per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie, Roberta Ragusa.
Antonio Logli colleziona un’altra condanna. Quella del pagamento delle spese alle parti civili oltre all’ammenda prevista in caso di ricorsi respinti in Cassazione. In totale il 60enne di Gello dovrà pagare, o dovrebbe vista la condizione di detenuto dal 10 luglio 2019, circa 20mila euro. I creditori sono lo Stato (3mila euro di ammenda) e le numerose parti civili rappresentate dagli avvocati Francesco Mazza (3.686 euro), Nicodemo Gentile (7.800 euro) e Enrico Maria Gallinaro (4.500 euro).
Sono state depositate le motivazioni in Cassazione circa il no a celebrare un’altra udienza alla Corte d’Appello di Genova per chiedere la revisione del processo.
I legali di Logli avevano sollevato una questione di nullità dell’ordinanza che rigettava l’istanza di tornare in aula perché «la Corte di Appello aveva ammesso i difensori delle parti civili a partecipare e a discutere all’udienza camerale. Nella fase preliminare di verifica dell’ammissibilità di una richiesta di revisione è escluso l’intervento della persona offesa». Se accolto il ricorso avrebbe consentito una nuova udienza, ma la Suprema corte ha sciolto anche l’ultimo dubbio sul caso Ragusa.
Scrivono gli ermellini romani: «L’eventuale nullità non è stata tempestivamente eccepita, dal momento che nella memoria menzionata nel ricorso, depositata dalla difesa del ricorrente all’udienza di discussione dell’istanza di revisione, le lagnanze della difesa hanno avuto diverso oggetto e cioè, per l’appunto, la presenza della parte civile all’udienza e la possibilità, che le sarebbe stata illegittimamente assicurata, di interloquire».
E ancora: «Né il ricorso offre alcun appiglio utile a dimostrare qualsivoglia pregiudizio derivato concretamente alla difesa dalla partecipazione delle parti civili all’udienza nella quale è stata trattata l’istanza di revisione. Anche da questo secondo punto di vista, difetta l’interesse a ricorrere, che deve caratterizzarsi in termini di concretezza e attualità rispetto alla sussistenza di un effettivo pregiudizio derivato al ricorrente dalle dedotte modalità di celebrazione dell’udienza».
Insomma, la presenze delle parti civili non aveva portato alcun danno alle tesi di Logli (due testimoni sostenevano di aver saputo che il supertestimone Lori Gozi aveva mentito circa l’avvistamento in via Gigli di Antonio la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, ndr) che deve pagare le spese legali ai parenti di Roberta.
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