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Lutto a Pisa

Addio a Giancarlo Carrara, il primo comandante delle Guardie del Parco

Addio a Giancarlo Carrara, il primo comandante delle Guardie del Parco

Classe 1929, era stato anche tra i fondatori dell’Ente e segretario generale

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PISA. Il Parco piange la scomparsa di Giancarlo Carrara. «È stato tra i fondatori del Parco e il primo comandante delle Guardie. A nome di tutto l’Ente esprimo le nostre condoglianze e la nostra vicinanza a familiari e amici», dice il presidente Lorenzo Bani.

Pisano classe 1929, Carrara divenne impiegato del Comune come “Guardia del Dazio”, ufficio che all’epoca esercitava il controllo delle imposte dirette sulle merci. Nel 1968 scelse di passare in quelle che all’epoca si chiamavano “Guardie dei Comuni”, poi divenuti “Polizia Municipale”. Entrato come vicedirettore, dal 1972 al 1973 esercitò come comandante.

Sulla fine degli anni Settanta fu affascinato dall’idea della creazione di un grande Parco naturale che riunisse le aree a foresta intorno alla Tenuta presidenziale di San Rossore, le terre di Coltano e le altre Tenute in una grande area protetta regionale. Fu tra i padri fondatori del “Consorzio per il Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli”, istituito con legge regionale il 13 dicembre 1979. Dapprima ricoprì vari incarichi nel neonato organismo, tra cui quello di primo segretario generale, per poi dedicare tutta la sua restante carriera al progetto della creazione di un corpo di vigilanza specializzato in materia ambientale, che applicasse le leggi che erano state appena emanate per tutelare il territorio.

Nel 1984, dopo aver aiutato le popolazioni colpite dal terremoto dell’Irpinia ed essere impegnato durante l’alluvione del Serchio, fondò il “Corpo di Vigilanza, antincendio e protezione civile”, formato da un nucleo di guardie provenienti dalle ex riserve di caccia dei Duchi Salviati e dalle Guardie Venatorie Provinciali. Il giovane corpo da lui diretto si trovò ben presto ad affrontare, distinguendosi per efficacia e dedizione, i furiosi incendi di Tirrenia e Calambrone del 1984 e 1985. «Diresse il corpo fino al 1994, svolgendo un lavoro immane – scrive il Parco in una nota – che ancora oggi produce i suoi frutti».l

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