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Case nell’ex Acli, il nuovo recupero firmato Ferrante

Case nell’ex Acli, il nuovo recupero firmato Ferrante

L’obiettivo è di trasformare un’area in stato di abbandono per realizzare un intervento che possa migliorare la qualità della vita di chi lo andrà ad abitare e di chi vive nei dintorni

16 agosto 2022
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PISA. Un recupero immobiliare che avrà ancora una volta come tema ispiratore l’idea del giardino. Lo annuncia Francesco Ferrante della “Impresa Generale di Costruzioni Ferrante” per il complesso “Borgo Foriporta”.  L’obiettivo è di trasformare un’area in stato di abbandono, l’ex circolo Acli tra via Cisanello angolo via Baldacci e via Luschi, per realizzare un intervento che possa migliorare la qualità della vita di chi lo andrà ad abitare e di chi vive nei dintorni.

«Anche questa volta la nostra idea è quella di realizzare un “giardino”. Questa volta però proveremo a farlo orizzontale e se possibile ancora più verde, perché per noi l’obiettivo è quello di cercare di migliorarsi sempre» sottolinea l’imprenditore che ha archiviato i contenziosi sul cantiere del “Giardino verticale” in via Pellizzi.

«Per noi è finito un incubo – spiega –. Diciamo che, anche se è stata più lunga, più faticosa e più onerosa, sotto tutti i punti di vista, di quello che avrebbe dovuto essere, alla fine potremo realizzare un’opera innovativa e di pregio di cui andiamo veramente orgogliosi».

Ferrante si dice orgoglioso del progetto da pollice verde e aggiunge: «È proprio la nostra determinazione nel volere realizzare la prima opera di questo genere a Pisa che ci ha dato la forza di andare avanti anche con le enormi difficoltà che due anni di ricorsi ci hanno procurato. Se fosse stato un intervento “normale” forse avremmo mollato, ma questo per noi è un progetto speciale perché siamo davvero convinti che realizzare interventi come il “Giardino verticale” possa migliorare la qualità della vita e non solo per chi lo abita ma anche per chi vive nei dintorni».

Le tensioni con chi si era opposto all’opera sono state profonde e sfociate in ricorsi al Tar.

«Non credo che qualcuno mi chiederà mai scusa – prosegue l’imprenditore – . Mi accontenterei che valutassero con obiettività l’opera quando sarà finita e facessero un confronto tra quello che vedranno e quello che vedevano prima, quando c’erano i capannoni con i tetti in eternit».

Sgomberato il cantiere dalle nubi giudiziarie, i tempi cominciano a essere definiti per la consegna dei primi appartamenti. «Realisticamente a fine marzo 2023, quando avremo mantenuto la promessa di realizzare un “Giardino verticale”».

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