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Pisa

Elezioni a Cascina, Cosentini e Betti subito in cerca di alleati: Masi apre al dialogo, Rollo resta freddo

Giuseppe Boi
Da sinistra Leonardo Cosentini e Michelangelo Betti (Foto Franco Silvi)
Da sinistra Leonardo Cosentini e Michelangelo Betti (Foto Franco Silvi)

I due sfidanti al ballottaggio si dichiarano pronti agli accordi, ma strategia politica e vecchie ruggini rendono tutto difficile

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Cascina. «Mai con la destra», dice Cristiano Masi. «Mai con la sinistra», ribadisce Dario Rollo. «A breve chiamerò e ci incontreremo», dichiarano rispettivamente Michelangelo Betti e Leonardo Cosentini. Gli apparentamenti per il ballottaggio del 4 e 5 ottobre a Cascina sembrano già fatti, ma solo sulla carta. Il matrimonio Masi-Betti consentirebbe al centrosinistra di partire non dal 38% ma dal 49,7%. Arriverebbe però dopo 9 mesi di trattative infruttuose e rischia di travolgere gli equilibri interni alla coalizione. Le nozze Cosentini-Rollo rilancerebbero il centrodestra dal 33 al 42%, ma ricucire le divisioni causate dal terremoto Ceccardi potrebbe essere uno scoglio insuperabile.

Nel centrodestra rimane il gelo. «Non sono un uomo di chiusura ma di dialogo. Devo parlare con tutti e chiamerò Rollo», spiega Cosentini. I suoi sherpa hanno già cominciato a lavorare, ma al momento pesano tanto le differenze di visione amministrativa emerse nel precedente mandato, quanto le ruggini personali. «Qualcuno si dovrebbe fare l’esame di coscienza – è la risposta di Rollo –. Tutti dicono che nessuno ha vinto, ma io rivendico la vittoria mia e della mia squadra: persone comuni e lontane dalle politiche, che ora sono la terza forza di Cascina. Non posso rinnegare la mia appartenenza allo schieramento politico con cui ho guidato la città come reggente. Se in futuro ci sarà da dare una mano, io e la mia squadra non ci tireremo indietro, ma siamo ben lontani da un'alleanza organica con Cosentini per il ballottaggio. Io ho già preso una decisione, sono andato da solo alle elezioni e sono coerente. Ripeto, qualcuno si dovrebbe fare l’esame di coscienza e riflettere su quale sarebbe stato lo scenario ora se in passato avesse corso con Dario Rollo».

Il centrosinistra resta in attesa«Non abbiamo ancora fissato un incontro, ma ci stiamo lavorando. Chiamerò Masi e parleremo», assicura Betti. «Siamo disponibili a metterci a sedere ad un tavolo», risponde il clown-dottore, ma la chiamata non arriva sebbene lui smentisca di «cercare un accordo in cambio di incarichi o riconoscimenti personali».

La tentazione di correre da soli. In realtà tanto per Betti quanto per Cosentini la soluzione ideale sarebbe quella di non fare un apparentamento formale, che va chiuso entro sabato, ma ottenere negli ultimi giorni il sostegno esterno di Masi, Rollo e, arrivati a questo punto, anche di Fabio Poli. Un’alleanza ufficiale nei termini di legge avrebbe ripercussioni sulla composizione del prossimo consiglio comunale. Il Pd, da 14 seggi sicuri in caso di vittoria (vedi articolo a destra), scenderebbe a 12 o 13 per far posto agli eletti nelle liste che al primo turno hanno sostenuto Masi. Un rimescolamento degli eletti che sarebbe un bagno di sangue per le liste che hanno contribuito al 38%: rischierebbero di perdere la rappresentanza. Anche nel centrodestra cambierebbero gli equilibri in caso di vittoria: la Lega, Fratelli d’Italia e la lista civica di Cosentini dovrebbero lasciare dei posti a Rollo e ai suoi uomini. Ecco perché la strategia dei due sfidanti al ballottaggio potrebbe ritardare il più possibile le proposte d’alleanza.

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