Renzullo dalla parte dei diritti negati
Il premio giornalistico della Cisl al cronista del Tirreno di Pisa
PISA. “Nell’esercizio della sua professione ha dato voce e ben interpretato le ansie e i sogni di operai e impiegati delle aziende private e pubbliche della provincia di Pisa”.
Sono parole che inondano di soddisfazione e orgoglio il nostro giornale quelle stampate sulla targa che dalla tarda serata di mercoledì scorso è nelle mani di Danilo Renzullo, giovane collaboratore della redazione pisana del Tirreno, vincitore dell’edizione 2016 del premio giornalistico “Desk Lavoro” indetto dalla Cisl di Pisa e la cui cerimonia di consegna è avvenuta alla presenza dei vertici del sindacato nel corso di una conviviale che ha avuto luogo al ristorante Martini di Tirrenia.
«In questi mesi – ha spiegato il segretario generale Gianluca Federici – siamo stati interpellati spesso su molte vicende: la crisi di alcune aziende, le politiche del welfare adottate da Stato ed enti locali, i servizi, il fisco nazionale e locale, il funzionamento della previdenza, le riforme della scuola e dell'università, i diritti dei consumatori; i nostri iscritti hanno raccontato le loro storie, offrendo un contributo ad un approfondimento della stampa locale. Non sempre il nostro “linguaggio sindacale” era facilmente digeribile e le nostre esigenze si sono incontrate con quelle dei giornalisti e dei lettori. Sempre, però, ho apprezzato la volontà di scavare, di andare a fondo di fronte alla nota di questo o quell'ente pubblico o di questa o quella azienda. Un servizio alla verità che ha aiutato i cittadini a dare una lettura più consapevole della complessità della questione. È ragionando sull'importanza della funzione di mediatori tra fonte e cittadini, e nell'intento di dare un riconoscimento simbolico alla sensibilità giornalistica che abbiamo deciso di promuovere, per il terzo anno, il premio “Desk Lavoro”. Quest’anno la nostra scelta è caduta su Danilo Renzullo del Tirreno, che spesso, nelle sue narrazioni, ha dato voce, sempre cercando un approfondimento, a lavoratori i cui diritti erano stati negati».
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