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Il caso

Cascina, tentò di investire un animalista: cacciatore condannato a un anno

di Sabrina Chiellini

	Foto diffusa dal movimento anticaccia
Foto diffusa dal movimento anticaccia

Ecco la sentenza: il giudice sospende anche la patente all’imputato. L’attivista di Rosignano: «Sono 40 anni che porto avanti azioni di protesta contro la caccia, non mi era mai successo niente del genere»

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CASCINA. Tentò di investire un animalista che era impegnato in un’azione di disturbo ai cacciatori lungo la golena dell’Arno tra Cascina e Riglione. Un episodio, avvenuto quattro anni fa, che fece scalpore dopo la denuncia della Lav. Per questa vicenda il cacciatore che era alla guida del Suv è stato condannato a un anno di reclusione.

Il giudice Paola Giovannelli gli ha sospeso la pena, condizionandola al pagamento di una provvisionale di duemila euro al 74enne di Rosignano, Viviano Voliani, che era stato investito e aveva riportato gravi conseguenze e all’altra attivista colpita dal Suv, oltre che al pagamento delle spese legali per la costituzione delle parti civili. Inoltre al cacciatore condannato, 59 anni residente a Cascina, è stata applicata la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per un anno.

Il pm ha chiesto la trasmissione degli atti alla Procura per valutare il reato di falsa testimonianza per uno dei testimoni della difesa. Richiesta non accolta dal giudice. «È stato un fatto grave a mio avviso – spiega l’attivista di Rosignano – noi eravamo in gruppo e siamo andati a fare un’azione di disturbo in una zona dove c’erano alcuni cacciatori appostati, in via del Campi Elisi. Un’auto venne verso di noi a velocità sostenuta, colpì di lato una ragazza. Io invece venni proprio “imbarcato” sul cofano, all’epoca avevo 70 anni, i dolori si fanno ancora sentire. Sono 40 anni che porto avanti azioni di protesta contro la caccia, non mi era mai successo niente del genere».

Il fatto, durante il dibattimento, è stato ricostruito nei dettagli anche più folcloristici che possono esserci quando due gruppi contrapposti si “fronteggiano” con obiettivi diversi.

A denunciare il fatto era stata la Lav. «Un’azione di disturbo alla caccia che poteva finire davvero in tragedia per un gruppo di attivisti che, come racconta Lav-Lega Anti Vivisezione, stava transitando a piedi lungo l’argine del fiume Arno, quando è arrivato un Suv a bordo del quale si trovavano tre persone, presumibilmente cacciatori. Uno degli animalisti è stato sbalzato violentemente sul cofano dell’auto e da lì scaraventato a terra, riportando lo spostamento di due vertebre lombari che ne hanno reso necessario il ricovero presso l’ospedale di Livorno. Il mezzo è stato identificato dalla targa e i feriti hanno presentato una querela.

Dall’altra parte l’imputato, 59 anni, originario di Rosignano Marittimo e residente a Cascina, si è sempre difeso sostenendo di non avere voluto investire il gruppo degli attivisti: «Non mi sono accorto della loro presenza» ha detto durante il processo. Era stato rinviato a giudizio per avere violato l’articolo 189 del codice della strada (omissione di soccorso) che considera tre possibili comportamenti che si possono realizzare in caso di sinistro stradale: il non fermarsi dopo un incidente senza feriti (comma 5) , il non fermarsi dopo un incidente con feriti (comma 6) e la condotta del soggetto che non presta i soccorsi dopo un incidente con feriti (comma 7). Al 59enne era stato contestato questo comportamento, in particolare con riferimento a quanto previsto dal comma 6 e 7 della legge.
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