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Golfo, un passo falso ci può stare: i gialloblù pensano già ad Avellino

di Paolo Federighi
Golfo, un passo falso ci può stare: i gialloblù pensano già ad Avellino

Serie B1: a Piacenza la Solbat è una lontana parente dello squadrone di inizio campionato. La guardia Piccone fa autocritica: «Qualcosa non ha funzionato a livello mentale»

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PIOMBINO. È stato un Basket Golfo lontano parente della squadra vista a Legnano e contro la Libertas, quello che domenica pomeriggio ha perso nettamente a Piacenza (89-72). Nonostante la superiorità ai rimbalzi (47 contro i 35 dei piacentini), i gialloblù hanno perso ben 21 palloni, un numero altissimo. Oltre a ciò, tanti tiri - molti anche ben costruiti – sono stati falliti.
La Bakery ha imposto il proprio ritmo grazie agli ottimi Criconia (22 punti), Wiltshire (16) e Besedic (16), con l’apporto dei bravi Maglietti, Soviero e Mastroianni e un ottimo 60% di squadra da due e il 35% da 3, contro il 38% da 2 e il 26% da 3 di Piombino. E nonostante la Solbat giocasse male, è stata in partita nei primi 20 minuti (conclusi 40-36) per poi nel terzo quarto – dopo aver perso Azzaro al 12° minuto per il riacutizzarsi dell’infortunio alla caviglia e con Cappelletti in panchina con 4 falli – avere meno rotazioni a disposizione e finire sotto 61-51, piccolo solco diventato voragine all’inizio dell’ultimo periodo con le quattro triple consecutive di Piacenza (73-51). Piombino, con un contro-break di 0-13, ha dato l’impressione di poter rimontare, ma tutto si è fermato lì.
Niente hanno potuto Turel e Okiljevic, che si sono caricati l’attacco gialloblù sulle spalle (rispettivamente 19 e 20 punti), visto che Piccone e Berra sono stati limitati dalla difesa avversaria (22 punti in 2).
La Solbat resta comunque a due punti dagli Herons Montecatini (in vetta con 8 punti) insieme ad altre otto squadre, in un campionato dall’equilibrio incredibile. In un percorso di crescita è normale a tratti giocare male, e a volte è perfino necessario. Il coach gialloblù Damiano Cagnazzo, subito dopo la partita in una breve video-intervista rilasciata all’addetto stampa del Golfo Stefano Stefanini, ha parlato di una Solbat che si è fatta irretire, andando al ritmo che Piacenza ha impresso alla gara e attaccando senza muovere la palla. «Per noi – ha detto Cagnazzo – la chiave sarà sempre il provare a comandare il ritmo della partita. Quando non ci riusciamo succede che non facciamo canestro anche con tiri aperti, che smarriamo la fiducia, che perdiamo tanti palloni. Sappiamo che abbiamo tanti margini e che per esplorarli, purtroppo, può accadere di incappare in una brutta sconfitta come questa».
La guardia della Solbat Fabrizio Piccone aveva brutte sensazioni già dal riscaldamento. «Qualcosa – racconta Piccone – non ha funzionato da subito a livello mentale. Una sensazione strana. Come se, dopo le due vittorie, la terza sarebbe venuta quasi da sola. C’era qualcosa di negativo in noi già dal riscaldamento. A livello agonistico, loro hanno fatto una gran difesa soprattutto su di me e su Berra. E c’era da aspettarselo: primo perché avevamo segnato 50 punti in due nelle ultime due partite, secondo perché Salvemini, coach di Piacenza, è stato il mio allenatore: lo conosco e lui conosce me». Che prosegue: «Perdere così fa parte di un processo di crescita, che è a sua volta fatto di alti e bassi. Non eravamo dei fenomeni una settimana fa e non siamo dei brocchi adesso». Piccone sa che tutte le squadre, da ora in avanti, difenderanno duro su di lui: «Credo che tutte le squadre difenderanno così su di me e anche su Lautaro. È una situazione che ci permette di sfruttare le molte altre soluzioni che abbiamo. La chiave – conclude - è andare avanti, lavorare e pensare già alla prossima partita ad Avellino». 
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