Piombino, così è anche più bello: «Non meritavamo la retrocessione»
Brontolone si gode la salvezza strappata ai playout con l’Atletico Etruria
PIOMBINO. Una partita che difficilmente l’ambiente nerazzurro dimenticherà. La finale playout di sabato scorso contro l’Atletico Etruria giocata al “Magona” ha portato in dote ai ragazzi di Antonio Brontolone la salvezza. Un patimento che ha avuto termine solo al termine dei tempi supplementari, grazie alla rete del neo entrato Scuglia che ha fissato il risultato finale sul 2-2. All’Atletico Piombino bastava un pari al termine dell’overtime per brindare alla permanenza in categoria e così è stato, condannando i rivali di Rainone alla retrocessione (insieme al Gambassi, uscito sconfitto dall’altro play-out contro il S. Miniato e il Ponsacco arrivato ultimo). Ma proviamo ad andare con ordine, ripercorrendo con mister Brontolone l’ultima fatica stagionale del Piombino. «Ero convinto di potercela fare e così è stato. Sono contento perché una piazza come quella di Piombino, per storia, società e pubblico non si meritava la retrocessione. Dopo un minuto ci siamo trovati in svantaggio ed è stato un duro colpo. Ho pensato a tenere i ragazzi tranquilli e loro hanno dimostrato convinzione e capacità di farcela. Proprio su questo avevamo lavorato nelle ultime due settimane. Ho detto ai miei ragazzi di giocare a calcio e di non buttarla sul piano fisico e mi hanno seguito». Per la rete dell’1-1 si è dovuto però aspettare metà ripresa. «Sulla rovesciata di Carelli il loro fallo di mano mi è parso evidente – spiega Brontolone – poi da dischetto è andato il nostro bomber Mirko Mori che è stato freddo e ha segnato il suo sedicesimo gol stagionale fra Coppa e Campionato». Non male per l’attaccante classe 2002 originario di Cascina, ma le emozioni non sono certo finite lì. «Nella ripresa abbiamo tenuto bene in mano la partita – prosegue il trainer nerazzurro – e la gara è andata ai supplementari. Lì abbiamo avuto un paio di occasioni con Scuglia e Mori, in cinque minuti però abbiamo preso gol su un corner che non c’era. Sembrava al beffa finale, il film della stagione, lì poi è successo di tutto con espulsioni che hanno sospeso la gara per cinque minuti. Ho operato l’ultimo cambio, con Gentili, un ragazzo della Juniores classe 2004. Abbiamo fatto una bella azione con Barchi che ha preso palla sull’esterno, ha saltato due avversari, ha servito Papa che ha messo dentro una palla filtrante per Scuglia che ha segnato il 2-2. Poi ci sono stati ben otto minuti di recupero, il tempo supplementare è durato fino al 23° e Fiaschi ha fatto una gran parata salvando il risultato. Sono contentissimo per Filippo Scuglia, un ragazzo serio che ha saputo soffrire in panchina e che è stato importantissimo». E “O dez” ha festeggiato a dovere a fine gara, sventolando, lui che è tifoso verde-oro appassionato, la bandiera brasiliana. Di bandiere e altro ha parlato a fine gara un raggiante dg Enzo Madau: «Stiamo recuperando Papa, per noi è importantissimo, un ragazzo eccezionale per noi ed è un piombinese. Il prossimo anno se il presidente mi confermerà rimango molto volentieri a patto che ci sia programma per puntare a fare buon livello. Questa è un’ottima squadra che con tre o quattro innesti può dire la sua alla grande. Il vecchio Magona che amo oggi ha fatto la differenza. Con enorme piacere siamo riusciti a smuovere la città che merita molto e meriterebbe anche una squadra di calcio in categorie più importanti».
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