L’Atletico punta sui ragazzi: «Il settore giovanile cresca»
Al Phalesia la presentazione pubblica del progetto di sviluppo della “cantera” Luca Bruni: «Ripartiamo da zero puntando su tecnica individuale ed educazione»
Alzare l’asticella. Nel metodo di allenamento, nell’aspetto motorio e tecnico, nelle regole di comportamento. È stato presentato giovedì sera all’hotel Phalesia il progetto dell’Atletico Piombino sul settore giovanile. «Siamo qui, nell’ambito di una vera e propria assemblea pubblica, per spiegare cosa abbiamo intenzione di fare – le parole di Luca Bruni, responsabile del settore giovanile nerazzurro – Parlo a nome del gruppo di lavoro che il presidente Spagnesi ha fortemente voluto. L’idea è di ripartire un po’ da zero, di tornare ai santi vecchi, mettendo in piedi un vero progetto tecnico ed educativo, ambizioso. Ora come ora c’è carenza di attività di base. Noi la facevamo giocando per strada, e ora invece non è più così. Vogliamo alzare l’asticella, a livello qualitativo, offrendo maggiori servizi e, in cambio, chiediamo un altro approccio comportamentale. Lo chiediamo ai mister, agli atleti che devono divertirsi ma anche imparare, e ai genitori. Puntiamo a un progetto serio che guardi lontano nel futuro, a 360°, a livello fisico, tecnico e relativo alla salute, con un servizio di fisioterapia e post infortunio».
«Un progetto che non è utopia, ma concretezza – afferma Luca Barchi, direttore sportivo settore giovanile – I primi protagonisti sono i ragazzi e, con loro, le famiglie, fondamentali perché le cose vadano per il meglio. Il nostro motto è: poche parole e tanti fatti. Non vogliamo più che i giovani si allontanino da Piombino; deve esserci la voglia divenire a giocare qui da noi. Abbiamo già fatto un paio di tornei e altrettanti ne vorremmo fare a settembre». Attenzione anche alla parte tecnica, nonostante la giovane età: «Oltre all’aspetto motorio, è importante anche la tecnica di base – precisa Mirko Serena, direttore tecnico del settore giovanile – La intensificheremo sul campo, tanto che ci saranno tre figure dedicate: una sono io, poi Mauro Serena, e Massimo Cicalini». Presenti all’incontro al Phalesia anche i fisioterapisti Livio Mattanini, insegnante di educazione fisica, nel progetto nerazzurro responsabile dell’aspetto motorio, e Francesco De Mattia, responsabile della scuola calcio. «Il gioco del calcio come educazione al movimento, per una corretta crescita psicofisica del bambino – interviene Mattanini – Gli obiettivi sono molteplici: lo sviluppo psicomotorio, la conoscenza del proprio corpo, il rispetto delle regole, e via dicendo. Le figure coinvolte: insegnanti, studenti e laureati in scienze motorie, fisioterapisti, massaggiatori. Tutti insieme per creare una cultura dello sport». «Punteremo anche alla prevenzione degli infortuni – dice De Mattia – L’idea è quella di un ambulatorio fisioterapico vero e proprio con il grande aiuto del comitato #stadioxtutti nell’acquisto dell’attrezzatura». «Abbiamo già realizzato le tettoie accanto al bar – le parole di Roberto Giuntoli del comitato – Poi, grazie agli sponsor, vogliamo acquistare il materiale per la stanza fisioterapica, e fare una palestra tecnica al coperto, mentre speriamo vada avanti l’ipotesi della seconda entrata allo stadio che ci permetterebbe di fare manifestazioni più grandi». «Questa presentazione è per far capire cosa sia cambiato nel Piombino – chiude Spagnesi – Importante sarà sempre il confronto costruttivo con tutti, a partire dai genitori dei ragazzi». —
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