Simona Rinieri al camp del Riotorto Volley
L’azzurra protagonista al palazzetto: «Bellissima esperienza, tornerò anche l’anno prossimo»
PIOMBINO. Un’altra grande ospite al campus estivo organizzato dal Riotorto Volley. Stiamo parlando di Simona Rinieri, giocatrice nata a Ravenna nel 1977, che ha vestito quasi 400 volte la maglia azzurra della pallavolo. Rinieri è stata quindi ospite illustre del camp riotortese dopo la presenza pochi giorni prima di Mariana Isabel Conde, altra atleta di valore, di origini argentine.
Rinieri al palazzetto di via Ferrer ha partecipato all’allenamento con le giovanissime partecipanti del camp, gestito dalla staff della società del presidente Evio Vallini, nel quale figura anche Chiara Navarrini, ex compagna di squadra di Simona Rinieri.
«Devo confessare che prima dell’anno scorso non ero mai venuta al mare in Toscana – afferma la campionessa – Affezionatissima alla mia terra e al mio mare, la scorsa estate è stata la prima volta e sono stata all’Isola d’Elba. Devo dire che è bellissimo. Se tornerò? Beh, perché no. Mi hanno già chiesto se per il prossimo anno tornerò a dare una mano».
Per Rinieri l’esperienza del campus non è un’assoluta novità. «Negli anni passati ho fatto spesso il supervisore per alcuni campus – spiega – L’anno scorso poi ne ho curato personalmente uno a Cattolica. Ritengo che il camp sia un valore aggiunto al lavoro che si fa con le atlete durante l’anno. Nello specifico, con le ragazze del campus del Riotorto Volley mi sono trovata benissimo; hanno pazienza di ascoltare e dimostrano attenzione a quel che si dice. Abbiamo cercato di tenere leggero il tono, pur affrontando anche cose serie».
Anche perché lo sport non è solo divertimento. «Esatto – dice Simona Rinieri – Bisogna imparare a capire che non è solo bella vita quella dello sportivo. Non è facile, c’è tanto lavoro e pure sacrificio; il nostro obiettivo è quindi di iniziare a responsabilizzare le ragazzine sin da giovanissime, cercando di far capire loro che per vincere e arrivare a certi livelli occorrono impegno e voglia. Ricordo con un sorriso quando andavamo con il Club Italia a Sportilia, un centro sportivo che dava l’idea di un lager; si aveva l’impressione che entrando lì dentro, una volta chiuso il cancello, ci staccassimo da tutto. E in effetti vivere di sport è bellissimo, è la tua passione, ma vuol dire anche sacrifico e dover stare lontani dalla famiglia, dagli affetti».
Come e dove sarà il futuro di Simona Ranieri? «Non so – risponde la giocatrice – Ho il tesserino da allenatore ma penso sempre più quanto sia bello lavorare con i bambini; credo sia questo alla fine che manchi in Italia; già quando ero piccolina io ricordo come il pensiero di un professionista o il consiglio di un atleta di livello fosse importantissimo. È da bambini che si impara di più».
Al palazzetto di via Ferrer, oltre a Simona Rinieri, è presente anche Roberto Serniotti, allenatore di volley, attualmente sulla panchina di una squadra di pallavolo del campionato di serie A tedesco. Il coach torinese ha guidato le prime due settimane del camp del Riotorto Volley, prima di lasciare le redini a Manuela Benelli, ex pallavolista e allenatrice, istruttore della terza e ultima settimana del campus partita domenica 5 luglio.
«L’esperienza con il camp Riotorto è stata come me l’immaginavo – afferma Serniotti – Divertente, soprattutto, come un camp estivo estivo deve essere, privo dalla tensione delle partite. Dal punto di vista tecnico si cerca di far cresce queste bimbe il più possibile, in un tempo limitato. Personalmente poi sono esperienze interessanti, che ti danno stimoli nuovi creando rapporti con altri tecnici. La location favolosa e la disponibilità delle persone presenti ci hanno dato un’ulteriore mano».
Tre settimane. Tanto il tempo a disposizione del campus organizzato dalla Pallavolo Riotorto, in collaborazione con il Piombino Volley. Tetto massimo di 50 ragazze per turno (nate dal 2002 al 2006), per un totale circa di 100 partecipanti nelle tre settimane. «Per essere il nostro primo anno siamo soddisfatti – afferma Carlo Alberizzi, responsabile organizzazione camp – Abbiamo cercato di non esagerare con il numero delle iscritte, puntando soprattutto alla qualità, testimoniata anche dalla presenza di allenatore di valore».
Francesca Lenzi
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