Il Tirreno

Strutture alberghiere

Costa degli Etruschi, 50 camere in due poderi: nasce l’hotellerie dei Super Tuscan – Il progetto dei Marchesi Antinori

di Ilenia Reali

	Dall'alto il vecchio podere sulla Bolgherese e il podere sull’Accattapane. A dx l’Osteria del Tasso il cui stile sarà replicato per i due alberghi
Dall'alto il vecchio podere sulla Bolgherese e il podere sull’Accattapane. A dx l’Osteria del Tasso il cui stile sarà replicato per i due alberghi

Due edifici, nella strada del vino e sotto la torre di Donoratico, saranno riqualificati. Albiera Antinori: «Saranno profondamente legati all’agricoltura e alla storia del territorio»

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Due poderi, oggi in disuso, in mezzo alle vigne del vino per eccellenza, di quei Super Tuscan che non sono solo gusto ma che sublimano cultura, saranno trasformati in due alberghi gemelli, quasi a specchio. Il primo. Venticinque camere accanto all’Osteria del Tasso lungo la Bolgherese. Una vista impareggiabile, lungo la strada del vino. Il secondo. Altre venticinque camere sotto la torre di Donoratico, citata da Dante come dimora del Conte Ugolino e da Giosuè Carducci che, come si sa, in questi luoghi visse.

La bellezza qui si tinge di verde e, in pochi chilometri, si trasforma nell’azzurro del mare, da questa altura a 179 metri di altitudine. Due luoghi che non hanno bisogno di troppe parole per essere raccontati.

Ed ecco che i due alberghi saranno di charme senza necessità di orpelli, senza scomodare la parola lusso, ma sicuramente raffinati seppur portatori di un’architettura dallo stile sobrio. Lo stile della vicina Osteria del Tasso. «Saranno strutture che racconteranno il buon vivere, che si specchieranno nella campagna in cui si trovano, che avranno un profondo legame con il territorio», spiega Albiera Antinori della cui famiglia gli alberghi porteranno il blasone.

«I due poderi di cui si stanno ancora definendo i progetti estetici – aggiunge – non saranno operativi prima del 2030 e ognuno, saranno quasi identici, avranno uno stile molto simile all’Osteria del Tasso. Il tutto con l’obiettivo di dare la possibilità agli appassionati di vino di poter soggiornare nella zona di Bolgheri in maniera profondamente legata all’agricoltura e alla storia dei luoghi».

Il filo conduttore sarà il relax, la lentezza, il basso impatto antropico. Nelle strutture ci saranno spazi per il benessere ma soprattutto spazi dedicati alle attività del vino per fare presentazioni, degustazioni, racconti di questo territorio, un insieme di caratteristiche che sono liquido amniotico per i grandi vini esportati in tutto il mondo. Chi soggiornerà nelle strutture avrà la possibilità di vivere in osmosi con la coltivazione, la produzione, la conoscenza di una storia che si tramanda da secoli nonostante la piccola doc sia giovanissima.

«Con la storia della nostra famiglia – dice Albiera Antinori rappresentante di una famiglia che produce vino almeno dal 1935, da quando Giovanni di Pietro Antinori si iscrisse all’arte dei viticoltori di Firenze – abbiamo contribuito, almeno nelle ultime tre generazioni, allo sviluppo di questo territorio con la produzione di vino ma anche in termini di conservazione e sviluppo. Con quest’ultimo progetto continuiamo a farlo contribuendo a far vivere edifici in disuso, per dare la possibilità di godere della bellezza di questi luoghi».

«In questo momento storico – aggiunge – l’enoturismo, o comunque l’ospitalità legata alla natura fatta in maniera riguardosa, è importante per portare una presenza turistica stabile durante tutto l’anno».

«Abbiamo investito molto e lavorato tanto per arrivare a questo risultato, anche con la Regione Toscana per completare gli strumenti urbanistici», commenta la sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini. «Il progetto dei Marchesi Antinori ci garantisce due elementi di grande qualità: un recupero di edifici esistenti; una qualità altissima per l’ospitalità del territorio. Coprirà un segmento molto richiesto e che da noi non c’è ancora. Sarà un’hotellerie molto importante che si lega all’enoturismo e che si rivolge a quei frequentatori che guardano al mare ma lo fanno dalle colline, apprezzando le campagne, le cantine, e il benessere che deriva dal verde e da un’ enogastronomia di qualità».

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