Il Tirreno

Grosseto

Il caso

«Iva evasa per 325mila euro»: maxisequestro all’Us Grosseto

di Maurizio Caldarelli

	L’ingresso della sede provinciale della guardia di finanza (foto d’archivio)
L’ingresso della sede provinciale della guardia di finanza (foto d’archivio)

Decreto inviato a 13 banche. Entro le 12 di domani (12 agosto) la società deve presentare una nuova fideiussione se vuole mantenere l’impianto sportivo

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GROSSETO. Sono ore decisive per il Grifone, ma per vicende che interessano solo in parte il campo da gioco. La società che dal novembre 2022 fa capo all’imprenditore Gianni Lamioni, ex presidente della Camera di Commercio e di Confartigianato, è chiamata a presentare entro le 12 una polizza fideiussoria per poter completare il percorso di mediazione con l’amministrazione comunale che le permetterebbe di proseguire la gestione del centro sportivo di Roselle e annullare la revoca decisa dall’amministrazione comunale a seguito di una rescissione del contratto di mutuo da parte di Banca Tema.

Già ci provarono il 29 luglio, ma ad accordo già trovato (rate di 13.508 euro per 28 anni, 633 euro annuali di canone concessorio) è scoppiato il caso della polizza contraffatta: il documento, rilasciato da un fantomatico broker con sede in Romania, presentava errori tali, anche ortografici (Allianz era scritto “Allionz” con sede a “Milono”, ndr), da venire respinta dal Comune. Non solo; una volta ricevuta, gli uffici hanno pensato di portare tutto alla guardia di finanza, depositando una denuncia contro ignoti. A stretto giro la società calcistica ha fatto altrettanto. L’episodio, dopo un tira e molla tra giunta e opposizione, e di comunicati al vetriolo, è sfociato in un ultimatum, che scade oggi a mezzogiorno. E in caso di conclusione negativa della mediazione, il Comune si vedrà costretto a confermare la revoca della concessione e pubblicherà una manifestazione d’interesse e un bando per l’individuazione di un nuovo gestore. Ma il problema è un altro, praticamente una bomba esplosa alla vigilia di quello che doveva essere l’atto finale.

Il sequestro preventivo

Questa mattina (11 agosto) la guardia di finanza ha reso nota l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di somme di denaro, nonché di beni mobili e immobili, per l’importo di 324.618,70 euro, emesso dal Gip del tribunale di Grosseto Marco Mezzaluna su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Carmine Nuzzo, notificato il 3 agosto scorso. Questo nei confronti dell’Us Grosseto e del suo rappresentante legale Luciano Bacci, indagato per il presunto omesso versamento dell’Iva. In particolare, a seguito di un’attività ispettiva svolta dall’Agenzia delle Entrate, è stata avviata un’indagine condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria, che ha permesso di accertare che la società destinataria del provvedimento non avrebbe versato, nel 2023, l’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alle previste dichiarazioni fiscali.

«Alla luce delle risultanze emerse – si legge nel comunicato stampa delle Fiamme gialle – è stata, pertanto, emessa la misura ablatoria reale, anche nella forma per equivalente, per l’intero ammontare dell’imposta evasa, corrispondente al profitto del reato tributario». La guardia di finanza evidenzia che in attesa di giudizio definitivo vale il principio della presunzione di innocenza. Ma intanto il decreto è stato notificato a 13 realtà composte da banche, finanziarie e istituti di moneta elettronica in Italia. Forse anche con questo ultimo episodio si possono comprendere le difficoltà della società nel trovare un istituto bancario disposto a sottoscrivere la tanto agognata polizza fideiussoria. Ma non c’è solo questo.

Negli scorsi mesi lo stesso Gianni Lamioni titolare dell’omonima holding (di cui fa parte l’Atlante, proprietaria al 100% dell’Us Grosseto), aveva evidenziato problemi di liquidità delle sue aziende. Per questo aveva chiesto e ottenuto dal tribunale misure protettive per Atlante, Centro Color ed Edilfox.

La riunione in prefettura

Già prevista da tempo e slegata dalla vicenda del sequestro preventivo, questa mattina in prefettura si è tenuta una riunione della commissione provinciale per l'Ordine e la sicurezza pubblica che ha preso in esame alcuni impianti sportivi. In questa circostanza, quando si è parlato dello stadio Zecchini che venerdì ospiterà il primo incontro ufficiale della stagione, è stato chiesto all’Us Grosseto di rispettare alcuni adempimenti. Tra questi, il pagamento per servizi erogati da società terze nel corso delle gare. Risultano infatti delle prestazioni non pagate, ad esempio all’Anpas che conferma di non aver ricevuto circa 10mila euro per l’assistenza nel corso delle partite di calcio del Grifone. Altrimenti il rischio, per il momento solo paventato, sarebbe quello di disputare gare a porte chiuse. Cosa che i tifosi vorrebbero scongiurare.

L’incontro con i tifosi

Domani sera (12 agosto) dalle 20 al Lux di via Orcagna è fissato un incontro con il tifo organizzato, con l’obiettivo di metterli al corrente delle iniziative legate a una sempre più stretta collaborazione tra la società e il suo popolo.

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