Piombino, autovelox: tra sanzioni e ricorsi viale Unità d’Italia resta un caso
L’assessore Fedeli: «L’apparecchiatura è stata autorizzata dal ministero»
PIOMBINO. «Come mai, anche se ha perso, il Comune continua a fare le multe?». La domanda è sorta spontanea a un turista che nei giorni scorsi è stato fotografato dall’autovelox in viale Unità d’Italia e sanzionato, ha cercato online trovando l’articolo del nostro giornale (21 maggio) e si è rivolto a uno studio legale per valutare eventuale contestazione.
Perché sì, il rilevatore di velocità installato nel 2023 e da allora fonte pressoché inesauribile di polemiche e proteste continua a operare anche dopo la sentenza della giudice di pace Marielena Cristiani, che due mesi fa si era pronunciata nel merito del ricorso presentato da un automobilista difeso dagli avvocati Barbara Capocchi del Foro di Prato e Maria Lepore del Foro di Livorno e lo aveva accolto. Ricorso nel quale le due legali sostenevano, rifacendosi all’ordinanza della Cassazione numero 8.797 dell’8 aprile, che l’apparecchio non fosse omologato.
Tra quel maggio e questo luglio in verità qualcosa è cambiato, esattamente il 9 giugno, quando il ministro delle Infrastrutture dei trasporti ha firmato il decreto che definisce le procedure di omologazione, di verifica e di taratura iniziali e periodiche dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità. «In questo modo si assicura un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego», si legge ancora sul sito del dicastero.
Da quel 9 giugno è quindi partito l’iter per l’approvazione in Corte dei Conti e quindi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e, 15 giorni dopo, per l’entrata in vigore. A quel punto gli strumenti approvati dal Ministero prima del 2017 dovranno essere omologati, mentre quelli successivi sono considerati in regola già oggi. E l’autovelox in viale Unità d’Italia?
Un passo indietro. Il 28 novembre 2025, alla chiusura del censimento nazionale, il Mit ha pubblicato l’elenco ufficiale dei dispositivi e sistemi di rilevamento della velocità autorizzati (non necessariamente omologati) sul territorio italiano. Da allora, cliccando sul sito https://velox.mit.gov.it/ dispositivi si accede alla lista compilata con i dati inviati da amministrazioni, Corpi ed enti dello Stivale: codice accertatore, denominazione, codice catastale, decreto, data decreto, tipo, marca, modello, versione, matricola, note e date di ultima comunicazione e primo inserimento.
Ora, cercando la matricola 951900, quella che indica il modello 106 in postazione fissa in viale Unità d’Italia, il sistema filtra 4.060 elementi totali ma non trova corrispondenze. Cercando Piombino, invece, restituisce quattro occorrenze riferite alla “stazione periferica di rilevamento velocità media” modello “Celeritas Evo 1506” che il Comando di largo Caduti sul Lavoro prende a noleggio e mette sulla Geodetica.
Abbiamo indirizzato due domande all’assessore alla polizia locale Gianni Fedeli chiedendo – come il turista – perché il municipio continui a fare le multe e come intenda gestire i proventi di sanzioni elevate dal dispositivo. Il pubblico amministratore ci ha risposto così: «L’apparecchiatura è stata autorizzata sulla base dei provvedimenti rilasciati dal ministero, è sottoposta alle verifiche di funzionalità e alle tarature previste ed è stata inserita nel censimento nazionale dei dispositivi. Il tema della distinzione tra approvazione e omologazione non nasce da una scelta del Comune, ma da un’incertezza normativa di carattere nazionale, sulla quale sono intervenute pronunce giurisprudenziali e, recentemente, lo stesso ministero con una nuova disciplina. Il Comune non omologa gli autovelox: utilizza gli strumenti sulla base degli atti e delle certificazioni rilasciati dalle autorità statali competenti». E ha aggiunto: «Seguiremo con la massima attenzione ogni evoluzione normativa e giurisprudenziale. Resta però un dato molto semplice: in quel tratto il limite è di 50 chilometri orari e il controllo è stato introdotto con una finalità precisa, che è la sicurezza della circolazione, non la ricerca di sanzioni. Chi va oltre quella velocità, commette una infrazione».
Difficile stimare quanti automobilisti abbiano presentato ricorso, certo è che nel 2025 la cifra incassata dalla postazione fissa si attestava sui 2,75 milioni di euro. «Il nostro studio legale viene contattato in merito a queste multe, principalmente da persone (una netta minoranza) che rischiano la decurtazione di punti dalla patente», conferma Lepore, che spiega: «Gli altri, nella maggior parte dei casi, data la cifra preferiscono pagare e farlo entro i cinque giorni di legge per godere della riduzione prevista».
La sentenza Cristiani, tuttavia, costituisce un precedente. Del quale Fedeli ha preso nota come segue: «La decisione assunta su un singolo ricorso riguarda quello specifico verbale e sarà naturalmente rispettata, ma non determina automaticamente l’annullamento di tutti gli accertamenti né consente di definire illegittima, in via generale, l’attività della polizia locale».
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