Il Tirreno

L’incidente

Donoratico, grave bimbo investito da un’auto

di Luca Balestri
Un elisoccorso
Un elisoccorso

L’undicenne attraversava sulle strisce: sul posto la Croce Rossa e l’elisoccorso Pegaso che ha portato il piccolo al Meyer di Firenze

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CASTAGNETO C. Un bambino di 11 anni ieri, 9 giugno, è stato investito a Donoratico. Erano le 17,15 quando l’undicenne – secondo una prima ricostruzione della dinamica – avrebbe attraversato le strisce pedonali che si trovano in via della Libertà, poco distante da dove abita.

L’incidente

E proprio in quel momento, mentre il bimbo stava attraversando, una donna sulla sessantina che sopraggiungeva con la sua auto l’ha centrato in pieno. Nell’impatto (l’auto sembra non procedesse a velocità sostenuta) il bambino ha subito un colpo alla testa.

Motivo per cui non soltanto è stata chiamata l’ambulanza – sul posto è arrivato il mezzo della Croce Rossa di Donoratico –, ma anche l’elisoccorso della Regione Toscana, il Pegaso, atterrato sul campo sportivo molto vicino al luogo dell’accaduto. E dopo i primi accertamenti il bambino è stato trasportato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, in codice rosso. Sul posto intervenuti anche i carabinieri e la polizia locale.

La dinamica dell’incidente è ancora in corso d’accertamento.

«Aveva tanta paura»

La consigliera comunale Angela Simonetti è passata, per caso, sul luogo dell’incidente poco dopo che si era verificato l’episodio. E così ha subito soccorso l’11enne. «Sono arrivata cinque minuti dopo che era successo il fatto, e all’inizio non capivo cose fosse successo – racconta al Tirreno –. Poi ho visto il bimbo per terra e subito l’ho soccorso, mentre la conducente dell’auto era con le mani nei capelli».

Simonetti ha cercato di tranquillizzare il bambino in attesa che arrivassero i soccorsi, giunti in pochissimo tempo. «Ho chiesto al piccolo come si chiamava, per farlo parlare e tenerlo sveglio, e lui mi rispondeva, era cosciente – spiega la consigliera –. Aveva tanta paura». Simonetti racconta anche cosa gli ha chiesto il bambino: «Mi ha detto “Sono vivo o morto”? Io gli ho risposto che era vivo, ma questa cosa mi ha colpito, strappandomi un sorriso – conclude –. Aveva il viso che era una maschera di sangue, ma per fortuna si è evitato il peggio».

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