Piombino, prima donazione a cuore fermo: «Abbiamo dato nuova speranza a una persona»
Complesso intervento a Villamarina che ha visto la collaborazione tra aziende. Per l’operazione di Piombino essenziali le tecniche di Massa e i chirurghi di Pisa. L’operazione e il percorso sono stati coordinati dall’Organizzazione Toscana Trapianti
PIOMBINO. A Villamarina ha avuto luogo un complesso processo di donazione d’organo che ha consentito di restituire a un paziente in lista d’attesa per trapianto una nuova prospettiva di vita. A seguito della segnalazione del potenziale donatore da parte dell’unità di Terapia intensiva, diretta da Michele Casalis, al Coordinamento aziendale trapianti, è stato avviato il percorso di donazione, realizzando il progetto di fine vita di un paziente per il quale ogni tentativo terapeutico era stato ormai esperito.
È la prima volta che l’ospedale di Piombino, peraltro molto attivo da sempre nella segnalazione dei donatori, si impegna nella realizzazione di questo ambizioso percorso donativo-trapiantologico, basato sulla collaborazione tra aziende sanitarie, collocandosi tra i pochi ospedali regionali e nazionali inseriti in questo programma.
Il complesso percorso assistenziale, previsto dal programma della donazione coordinato dall’Organizzazione Toscana Trapianti, ha comportato l’intervento del Team Nrp-mobile del Centro Ecmo dell’ospedale del Cuore di Massa (Fondazione Monasterio), che - impiegando la tecnica della circolazione extracorporea - ha assicurato dopo la morte del paziente di mantenere la funzionalità degli organi, consentendo alle equipe chirurgica del Centro trapianti dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa il prelievo dell’organo.
«Questo straordinario risultato – evidenzia il direttore sanitario dell’Azienda Usl Toscana nord ovest Giacomo Corsini – testimonia l’altissimo livello di integrazione e di eccellenza raggiunto dalla rete sanitaria regionale. Un grazie sincero va a tutti i professionisti coinvolti per la competenza e la dedizione dimostrate, ma il ringraziamento più profondo va al donatore e alla sua famiglia: la loro generosità, in un momento di immenso dolore, ha permesso di trasformare una tragedia in una nuova speranza di vita».
«L’evento – spiega Paolo Carnesecchi, direttore del dipartimento di Emergenza urgenza dell’Azienda Usl Toscana nord ovest – riveste una particolare importanza poiché, oltre agli aspetti etici, dimostra la capacità dei nostri professionisti di confrontarsi ad alto livello e con successo con quelli di altre aziende sanitarie impegnate nel processo trapiantologico. Un ringraziamento particolare ai professionisti dell’ospedale del Cuore di Massa per la loro preziosa e costante collaborazione».
«Questi risultati sono prima di tutto frutto del senso etico dei nostri cittadini e delle loro famiglie – sottolinea Giovanna Poliseno, direttrice del presidio ospedaliero di Cecina e Piombino –. Ribadisco che il nostro pensiero quindi va innanzitutto alla famiglia del donatore che ha dimostrato un grande senso di solidarietà umana. L’ospedale tutto partecipa al dolore dei familiari».
Così Polo Lopane, coordinatore delle attività di donazione e trapianto dell’Asl Toscana nord ovest: «Desidero sottolineare che la Terapia intensiva dell’ospedale di Piombino ha da sempre dimostrato grande sensibilità nelle attività di procurement dei donatori d’organo, e questo ultimo evento conferma sensibilità e capacità professionali di alto profilo – dice –. Un ringraziamento dunque alla direzione, alla Terapia intensiva, al blocco operatorio e a tutti i professionisti che, a diverso titolo, hanno contribuito a questo importante risultato».
«Per Monasterio è motivo di grande responsabilità e di orgoglio contribuire allo sviluppo di un programma regionale e nazionale così delicato e strategico, grazie al lavoro dei professionisti dell'Ecmo Team dell’ospedale del Cuore di Massa, coordinati dalla dottoressa Dorela Haxhiademi», conclude Lidia Di Stefano, direttrice sanitaria della Fondazione Monasterio.
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