Travolta da uno sciatore in vacanza: donna di Piombino risarcita per 31mila euro
La donna, in Valle d’Aosta, si è rotta il piatto tibiale e quattro costole durante una lezione col maestro
LIVORNO. Fu travolta da un altro allievo durante una lezione collettiva di sci sulla pista rossa di Pila, in Valle d’Aosta, riportando la frattura del piatto tibiale destro e di quattro costole. A distanza di otto anni dall’incidente, il tribunale civile di Livorno ha condannato lo sciatore che la investì a risarcirla con oltre 31mila euro tra danni biologici, morali e spese sostenute per cure e assistenza domiciliare. Da aggiungersi anche il pagamento delle spese di lite, altri 7.616 euro.
La sentenza è stata pronunciata nei giorni scorsi dal giudice Marco Sacquegna nell’ambito della causa promossa da una donna piombinese, assistita dall’avvocato Roberto Napoleoni, contro il compagno di corso, la scuola di sci e la maestra che seguiva il gruppo sulla neve. I fatti risalgono al 24 gennaio 2018, quando la donna stava partecipando a una lezione collettiva organizzata dalla scuola "Evolution Ski & Snowboard School" di Pila.Secondo quanto ricostruito dal tribunale, l’incidente avvenne mentre il gruppo stava scendendo in fila sulla pista numero 13. Lo sciatore poi condannato, che si trovava più a monte rispetto alla cittadina piombinese, aumentò la velocità e finì per urtare gli sci della compagna di corso facendola cadere violentemente sulla neve.
Determinanti, nella decisione del giudice, sono state le dichiarazioni rese dallo stesso turista alla polizia subito dopo l’incidente. «Mi accorgevo di avere una velocità più elevata rispetto a lei e non riuscendo a evitare il contatto andavo a toccare i miei sci con quelli della signora», aveva raccontato agli agenti. Per il tribunale si tratta di una vera e propria «confessione stragiudiziale», sufficiente a dimostrare la responsabilità esclusiva dell’uomo.Respinte invece le domande nei confronti della scuola di sci e della maestra. Il giudice ha ritenuto che l’insegnante avesse tenuto una condotta corretta, spiegando come il maestro debba necessariamente trovarsi a valle del gruppo per poter guidare gli allievi e controllarne le traiettorie. Inoltre è emerso che il gruppo frequentava quella stessa pista già da giorni e che gli allievi erano stati inseriti in un corso di livello "argento", quindi non principianti.
La donna, dopo l’incidente, fu sottoposta a un intervento chirurgico con placche e viti all’ospedale fiorentino di Careggi e affrontò una lunga riabilitazione. Per mesi dovette utilizzare la sedia a rotelle e farsi assistere da una collaboratrice domestica. I familiari hanno raccontato in aula che, dopo quell’episodio, aveva smesso di praticare diverse attività sportive e persino di viaggiare in moto con il marito.La consulenza medico-legale disposta dal tribunale civile labronico ha accertato un’invalidità permanente dell’8-9% e 120 giorni complessivi di invalidità temporanea. Il giudice ha quindi liquidato circa 23mila euro per danno biologico e morale, oltre a quasi novemila di spese mediche e assistenziali già sostenute dalla donna. Lo sciatore dovrà inoltre rimborsare le spese legali, pari a 7.016 euro.
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