Il Tirreno

Spiagge

Torre Mozza, dopo il ripascimento la sciroccata ha fatto lo “scalino”

di Luca Centini

	Lo “scalino” creato sulla spiaggia dalle mareggiate (foto dal gruppo “I nostalgici di Torre Mozza”)
Lo “scalino” creato sulla spiaggia dalle mareggiate (foto dal gruppo “I nostalgici di Torre Mozza”)

Ma l’assessore Vita: «Serve tempo affinché la sabbia possa compattarsi»

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PIOMBINO. Uno “scalino” che percorre in parallelo la linea di costa per la quasi totalità dell’area oggetto dell’intervento. Dopo pochi giorni dal completamento delle barriere “soffolte” in mare e dopo il maxi ripascimento con la sabbia prelevata dal fiume Cornia. Siamo a Torre Mozza.

La sciroccata dei giorni scorsi ha portato via una discreta quantità della nuova sabbia, lasciando una firma (alta alcune decine di centimetri) nel punto esatto in cui il mare è arrivato. E se sui social si tratta di un segno inequivocabile della scarsa efficacia dell’intervento di ingegneria ambientale («Tanto il mare si riprenderà tutto», è il pensiero più diffuso tra i frequentatori della spiaggia al confine tra i comuni di Piombino e di Follonica), l’assessore ai lavori pubblici Marco Vita, invita alla calma. «È normale che la sabbia importata sulla spiaggia debba necessariamente compattarsi. È questo potrà avvenire solo con l’azione del mare. Ricordo che quello in fase di completamento non è solo un intervento di ripascimento, ma un intervento di ingegneria ambientale che consiste nella posa di barriere soffolte in prossimità dei tratti nei quali la beach rock naturale è più facile».

Insomma, l’assessore ai lavori pubblici invita alla calma e spiega come il risultato dell’intervento sarà misurabile solo nel tempo. Nel frattempo è lo stesso Marco Vita a fare il punto sull’intervento atteso per anni e portato avanti in questi giorni sulla spiaggia gioiello della Costa Est. «L’intervento delle barriere a mare è stata completata, così come il ripascimento. Mancano solo alcuni interventi di sistemazione morfologica sulla spiaggia, ma ci siamo». La prima accoglienza dell’opera da parte dei fruitori della spiaggia, vuoi per l’effetto delle prime mareggiate, vuoi per la tipologia della sabbia usata (prelevata dal fiume Cornia) e non identica pertanto a quella che si trova in quel tratto di costa Est, è stato piuttosto “tiepida”, in particolare sui social dove non sono mancate le critiche. Di certo la linea di quel tratto di costa, alle prese ormai da tanti anni con l’erosione, è indietreggiata di diversi metri dopo la posa delle barriere soffolte. Le barriere che, di fatto, servono a chiudere i varchi nella beach rock naturale, sono state posizionate. Un intervento considerato necessario per difendere quello che resta della spiaggia. Quattro le barriere frangiflutti (sommerse) in altrettanti punti nel tratto di mare che va dalla torre a Baia Toscana.

L’obiettivo dell’intervento sta nell’arginare le correnti che, sfruttando i varchi nella beach rock, hanno progressivamente spinto indietro la linea di costa, trasformando la grande spiaggia che i piombinesi ricordano negli anni Novanta in una lingua di sabbia. La montagna di sabbia Contestualmente al posizionamento delle barriere soffolte la fisionomia dell’arenile è cambiata in maniera più marcata con l’intervento di ripascimento con 10mila metri cubi di sabbia da posare su un tratto di 740 metri. Sabbia già prelevata alla foce del fiume Cornia, caratterizzata, e stoccata al Quagliodromo per poi essere riversata nel tratto di costa di Torre Mozza. 


 

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