Il Tirreno

La tragedia

Muore nell’auto fuori strada la notte del suo compleanno: «Per tutti noi era e sarà sempre il “Capitano”»

di Luca Centini
L'incidente (foto Lorenzo Manzini) e la vittima
L'incidente (foto Lorenzo Manzini) e la vittima

Venturina Terme, Massimo Sanvitale aveva 76 anni: era lo storico “Capitano” di Riva degli Etruschi. Per anni ha gestito le attività nautiche sulla spiaggia, dj e pioniere del surf in tanti lo ricordano. In un incidente aveva perso un figlio

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VENTURINA TERME. Solo poche ore prima della tragedia era a festeggiare il suo settantaseiesimo compleanno. L’ultimo momento di serenità prima della tragedia. Il ritorno verso casa, l’auto che esce di strada, si ribalta e poi finisce in un fosso lungo la via Aurelia Sud. Fino a quando, all’alba, un passante si accorge di quella berlina scura finita nell’erba. Massimo Sanvitale è morto a poche decine di metri dalla rampa della strada a quattro corsie, chiuso nell’abitacolo della sua auto uscita di strada.

L’ultima corsa del “Capitano” così lo chiamavano i suoi collaboratori quando Massimo gestiva le attività nautiche sulla spiaggia di Riva degli Etruschi, a San Vincenzo. Il mare, del resto, è sempre stata una grande passione per il piombinese. Non la sola, in verità, per un uomo che nella vita ha fatto tante cose. E le ha sempre fatte con cuore, talento e competenza.

Il compleanno e la tragedia

Un’auto fuori strada. Seminascosta tra la vegetazione e con il muso “piantato” nel fosso oltre il percorso dell’Aurelia Sud. È stato un passante, intorno alle 5,50 di ieri mattina, 31 marzo, a rendersi conto di quanto era accaduto a poche decine di metri dall’imbocco della quattro corsie. L’allarme è stato inoltrato al 112, quindi è stata attivata immediatamente la macchina dei soccorsi.

Tre le ambulanze che hanno raggiunto il luogo dell’incidente un mezzo della Misericordia di Campiglia, la Croce Rossa di Venturina e le Pubblica Assistenza di Piombino. I vigili del fuoco del distaccamento di Piombino sono intervenuti per estrarre l’uomo incastrato nell’abitacolo. I soccorritori hanno capito fin da subito quanto la situazione fosse disperata, ma hanno tentato di rianimare a lungo l’automobilista. Ma per Massimo Sanvitale, purtroppo, non c’è stato niente da fare.

Di tragedia in tragedia

Saranno gli agenti della polizia stradale di Venturina a stabilire la dinamica dell’incidente. L’ipotesi più probabile è che l’uomo sia uscito di strada in seguito a un malore o per un colpo di sonno. È probabile che lo schianto sia avvenuto alcune ore prima del ritrovamento della macchina. Un incidente fatale, dunque. Proprio come, quasi trent’anni fa, accadde a Marco. Uno dei suoi due figli, allora 18enne, morto in seguito a uno schianto avvenuto in superstrada a Livorno. Un dolore enorme che ha segnato per sempre la vita del padre.

L’addio al Capitano

La notizia della morte di Massimo Sanvitale si è diffusa rapidamente. Per il dolore di tanti amici e conoscenti del 76enne. Del resto Massimo era uno che lasciava il segno, un uomo pieno di passione. Da giovane è stato uno dei primi surfisti che affrontava le onde con i pionieri dell’onda piombinesi. Il mare ha sempre fatto parte della sua vita, anche professionalmente. Andava sul surf, navigava col catamarano.

Per tanti anni ha gestito le attività nautiche di Riva degli Etruschi, alla guida del Tutun Club, per poi avere altre esperienze in altre strutture della costa. «È stato il mio allievo quando facevo il maestro di sci, fu lui a consigliarmi di venire a lavorare sul mare e poi ho raccolto la sua eredità – racconta Duccio Arrighi, attuale responsabile del Tutun Club di Riva degli Etruschi – è sempre rimasto con noi anche dopo che ha smesso di lavorare, gli volevamo bene. Per tutti noi era e sarà sempre il “Capitano”. Tanti piombinesi e sanvincenzini ricordano Massimo alla consolle come dj nei locali della costa: alla Casina Rossa, alla Lanterna e al Canadian. Altri hanno l’immagine di Massimo in sella a una delle moto che ha avuto nella sua vita.

Sì, perché Sanvitale è stato anche un pilota agonista, partecipando a diverse corse con la moto. Di talento in talento. Lascia il figlio Federico e tante persone che gli volevano bene e che adesso sono tristi. 

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