Elicotteri militari inglesi all’Elba, la nostra ricostruzione dopo le segnalazioni dei cittadini (e la polemica politica)
I mezzi hanno seguito un rifornimento dopo aver inoltrato regolare richiesta di autorizzazione all’atterraggio e dopo aver regolarmente avvertito l’Agenzia delle Dogane
CAMPO NELL’ELBA. Due elicotteri militari inglesi in sosta all’aeroporto della Pila hanno innescato una polemica che è finita sui banchi del consiglio regionale.
La polemica politica
«La Toscana ha il diritto di sapere – hanno attaccato Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra in Regione Toscana – L’aeroporto civile dell’Isola d’Elba non può e non deve diventare un avamposto militare. Ci arrivano segnalazioni preoccupanti, il Governo spieghi cosa succede nei nostri aeroporti».
La nostra ricostruzione
La presenza degli elicotteri della Royal Navy è stata riscontrata da alcuni cittadini campesi intorno alle 13,30 di giovedì. Alcuni hanno scattato delle foto che poi sono state diffuse via social. E la polemica, visti i tempi che corrono è stata immediata. Secondo quanto appreso dal Tirreno i velivoli, disarmati e senza materiale pericoloso a bordo, hanno seguito un rifornimento, dopo aver inoltrato regolare richiesta di autorizzazione all’atterraggio e dopo aver regolarmente avvertito l’Agenzia delle Dogane. Una spiegazione confermata dalla Prefettura di Livorno. Dopo i tempi necessari al rifornimento gli elicotteri sono ripartiti per la loro missione di volo nel Mediterraneo. Ieri sera l'attenzione degli abitanti dell'Elba è stata richiamata dal volteggiare dei velivoli.
La polemica, nel frattempo, continua a correre. «Se le segnalazioni fossero confermate ufficialmente sarebbe molto grave oltre che inaccettabile che infrastrutture nate per il trasporto civile e il turismo vengano messe a disposizione di forze armate straniere senza alcuna trasparenza verso la cittadinanza e le istituzioni locali – commentano i consiglieri – Siamo profondamente preoccupati, – continua Falchi – che il nostro territorio venga utilizzato come supporto logistico per operazioni belliche e crediamo sia un diritto dei Toscani sapere dove e contro chi verranno impiegati quei mezzi».
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