Morti nell’esplosione a Roma, tra le vittime una militante anarchica già coinvolta in un’aggressione in Toscana – «Costruivano una bomba»
È successo in un casolare al parco degli Acquedotti. Le vittime sono Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Gli inquirenti seguono la pista dell’ordigno: «Preparavano un attacco»
ROMA. Si segue la pista anarchica per il crollo avvenuto nel casolare al parco degli Acquedotti di Roma. Sul caso indaga la polizia. Non si esclude che le vittime del crollo stessero maneggiando un ordigno. Le vittime sono Sara Ardizzone e Alessando Mercogliano.
L’esplosione si è verificata intorno alle 9 di venerdì 20 marzo, e ha provocato il crollo del solaio del casolare abbandonato in via delle Capannelle 221. Le due vittime sono state trovate sotto le macerie.
«Preparavano un attacco»
Gli investigatori ipotizzano che i due appartenenti al movimento anarchico vicino ad Alfredo Cospito, morti nel crollo del casale, stessero preparando un attacco. Tra le piste al vaglio, quella che l'ordigno che stavano assemblando al momento dell’esplosione, fosse destinato a un attentato da compiere nelle prossime settimane. Non si esclude che tra gli obiettivi potessero esserci la ferrovia, poco distante dal “Casale del Sellaretto”, dove si è verificata l'esplosione, e qualche sede del gruppo Leonardo, oltre a un possibile rilancio della campagna a sostegno dell’anarchico Cospito, che a maggio terminerà il regime di detenzione al 41bis. Presa in considerazione anche l'ipotesi dell'azione dimostrativa prima del maxi corteo del 28 marzo prossimo, “Together. Contro i re e le loro guerre” e “pro Askatasuna” in programma a Roma.
Chi era Alessandro Mercogliano
A quanto apprende l'Adnkronos, Alessandro Mercogliano, militante anarchico, morto nel crollo del casale al Parco degli Acquedotti di Roma, in seguito a un'esplosione, era stato condannato in primo grado per il reato di associazione con finalità di terrorismo nell'ambito dell'inchiesta Scripta Manent per la partecipazione alla "Federazione Anarchica Informale" e poi successivamente assolto nel novembre 2020. Il militante ha partecipato a mobilitazioni anti carcerarie e antimilitariste. Aveva inoltre, secondo quanto si apprende numerosi precedenti di polizia nell'ambito di manifestazioni, per violenza privata, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, furto, danneggiamento, invasione di terreni o edifici.
Chi era Sara Ardizzone
Anche l'altra vittima, Sara Ardizzone, aveva precedenti di polizia per reati commessi nel corso di manifestazioni e per delitti aggravati dalla finalità di terrorismo. È stata inoltre indagata nel 2021, nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'Operazione Sibilla che si è conclusa con una sentenza di non luogo a procedere per tutti gli imputati. Nel marzo del 2023 è stata sottoposta alla misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, in relazione all'aggressione, avvenuta il 10 settembre 2022, ai danni di alcuni rappresentanti della Lega che stavano allestendo un gazebo elettorale a Marina di Carrara. Ardizzone era esponente del circolo anarchico La Faglia di Foligno, e «rivestiva un ruolo primario anche all'interno del movimento anarchico insurrezionalista nazionale, partecipando attivamente alle iniziative indette e assumendo frequentemente condotte fortemente istigatorie e apologetiche».
