Il Tirreno

L'aggressione

Piombino, ancora grave la cagnolina azzannata da due pitbull: ferita anche la padrona che ha tentato di salvarla

di Luca Balestri

	La cagnolina Nina, aggredita dai due pitbull e il luogo dell'aggressione 
La cagnolina Nina, aggredita dai due pitbull e il luogo dell'aggressione 

Il meticcio è gravissimo, la donna ferita a una mano

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PIOMBINO. È in gravissime condizioni Nina, un cane meticcio di 13 anni che martedì pomeriggio, poco prima del tramonto, è stata assaltata da due pitbull. Il fattaccio è avvenuto a Baratti, nei pressi della baracchina di Bernardo. Nina e la sua padrona, Giovanna Quilici, stavano passeggiando in tranquillità quando all’improvviso due pitbull hanno provato a divorare la canina, che pesa a malapena nove chili. Ancora ricoverata nella clinica veterinaria Pet Vet di San Vincenzo, il meticcio non ha perso la vita grazie all’intervento di due signori che si trovavano sul posto, Sergio Tamburini ed un’amica (che preferisce rimanere anonima).

I fatti

«Molto probabilmente Nina perderà una zampa. Ha quattro costole rotte e un polmone perforato». Quando il Tirreno contatta Giovanna Quilici, la padrona della cagnolina è ancora scossa dall’accaduto. «Io e Nina ci trovavamo nei pressi della fontanina di Baratti, dove c’è la bilancia. Stavamo andando in direzione della Chiesina di San Cerbone – racconta –. In tre secondi ho visto spuntare questi due cani. Non ho avuto neanche il tempo di rendermene conto, che si sono fiondati sulla mia canina». D’istinto, Quilici ha tentato di salvare la piccola meticcia. «Ho subito sollevato Nina, ma i pitbull l’hanno azzannata e me l’hanno ributtata giù – continua –. Io sono rimasta attaccata a lei, con il guinzaglio. Me la stavano maciullando».

Il soccorso

A questo punto la donna non poteva fare altro che chiedere aiuto, gridando. «Nel parcheggio davanti a dove mi trovavo c’era un signore, Sergio Tamburini, con un’amica: sono accorsi in mio aiuto – spiega –. Tamburini mi ha sentita urlare, e non ha avuto problemi ad intervenire». L’uomo ha fatto di tutto per salvare Nina. «Ha preso un cane al collo, e con un braccio l’ha volato al di là del parapetto che è presente in quel tratto di strada – prosegue Quilici –. L’amica di Sergio, nel frattempo, ha allontanato il secondo cane con il bastone, in modo che non attaccasse Sergio». Nella collusione, anche Quilici è rimasta ferita, anche se in modo lieve. «Sono stata morsa da uno dei cani a un dito della mano destra, e al pronto soccorso ho fatto l’antitetanica. Ho una prognosi di sette giorni e una cura di antibiotici da fare. Ma sono stata al pronto soccorso perché ero sotto choc», spiega la diretta interessata. Prima di andare al pronto soccorso, però, il pensiero è stato subito quello di far curare Nina: «Tamburini e la sua amica, che ringrazio per aver salvato la vita a me e a Nina, ci hanno accompagnato subito a San Vincenzo, alla clinica Pet Vet di San Vincenzo», continua la donna. Che ha raccontato anche l’accaduto alla polizia municipale di Piombino: «Ho denunciato sia l’aggressione a Nina, che il fatto che sono stata aggredita anch’io. Ho sporto denuncia contro ignoti, e ora la polizia cercherà di capire di chi sono questi cani – dice –. Quello che è successo è stato un incubo, sembrava di stare in un brutto film. Tra l’altro, la spiaggia di Baratti era piena. C’era chi faceva il bagno, e chi preparava il ristorante per la bella stagione. Spero che qualcuno riconosca questi cani, ho la foto di una di loro, che ho mostrato anche alla polizia».

L’intervento

A raccontare il fatto è anche l’uomo che ha salvato Giovanna e Nina, Sergio Tamburini. «Io e la mia amica conosciamo i cani, e abbiamo subito visto, quando eravamo ancora dall’altra parte della strada, le loro intenzioni», dice. Non è da tutti lanciarsi in mezzo a due pitbull. È stato un bel gesto quello che ha fatto, anche se lui preferisce definirlo «da incoscienti, a pensarci dopo», evidenzia. Anche la donna che passeggiava con Tamburini racconta l’accaduto: «Appena abbiamo visto i cani attaccare la cagnolina, siamo intervenuti subito, senza pensarci un attimo – racconta –. Prima di azzannarla, i cani hanno iniziato a ringhiare, ed evidentemente i pitbull hanno agito anche perché hanno sentito la paura. Sia della cagnolina che della signora». La donna ha usato un bastone per allontanare uno dei due cani mentre Tamburini lottava con l’altro. «La fortuna ha voluto che ci fosse un bastone dove eravamo, così l’ho usato contro il cane, che si è allontanato – continua –. Ma con il bastone gli ho fatto delle carezze, da quanto ero grosso». A Baratti, ora, rimane la paura: «Per strada c’erano altre due persone. Abbiamo chiesto aiuto anche a loro, ma ci hanno detto che non sarebbero intervenuti, avevano paura. Il signore ci ha detto che quei pitbull gli hanno ucciso il cane quest’estate. Sembra che questi cani siano conosciuti in zona».


 

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